Crisi, ma non per tutti: in Italia i ricchi raddoppiano il patrimonio e nel 2016…

Posted on gennaio 19, 2015 di


Giusto per capire i processi in atto (da tempo)…

Leggete questi due articoli…

In Italia la crisi ha portato ad un allargamento delle distanze sociali.
Dal 2008 al 2013, in 5 anni, le dieci famiglie più ricche d’Italia sono diventate più ricche del 30% degli italiani più poveri.
Nel 2008 la ricchezza accumulata dal 30% più povero degli italiani, circa 18 milioni di persone, era il doppio del patrimonio totale delle 10 famiglie più ricche d’Italia. 18 milioni di italiani detenevano una ricchezza, contando patrimoni immobiliari, denaro e investimenti, pari a 114 miliardi di euro, circa 6300 euro a persona. Le 10 famiglie più ricche, tra cui si possono annoverare Berlusconi, Del Vecchio, i Ferrero, Giorgio Armani, Caltagirone, arrivavano a 58 miliardi di euro, 5,8 miliardi di media a famiglia.
Nel 2013 avviene il sorpasso.
Le dieci famiglia con i patrimoni maggiori diventano più ricche del totale del 30% degli italiani più poveri.
In 5 anni i patrimoni delle famiglia più ricche, nonostante la crisi economica, sono passati da 58 a 98 miliardi di euro. Il 30% degli italiani più poveri in 5 anni è passato, invece, da 114 miliardi di euro a 95 miliardi di euro.
Mentre l’economia italiana balzava indietro del 12% e le ricchezze del 30% degli italiani più poveri, tenendo conto dell’erosione del potere d’acquisto e dell’inflazione, calavano del 20%, i patrimoni delle famiglie più ricche aumentavano del 70%.
Questi dati emergono da un approfondimento realizzato da Repubblica sui patrimoni italiani negli anni della crisi basato su i dati pubblicati dalla Banca D’Italia sulla ricchezza del Paese e la suddivisione delle ricchezza fra i diversi strati sociali. E informazioni sulle 10 famiglie più ricche sono tratte, invece, dalla classifica annuale stilata da Forbes. Ovviamente entrambe le fonti non sono perfette poiché le informazioni sui patrimoni personali non sono pubbliche e nascono da semplici stime che possono essere accurate o meno.
Quello che importa, però, non sono i numeri in se quanto la tendenza stessa che testimonia che in Italia esistono diverse storie che possono raccontare la crisi in maniera assai diversa. L’abbattimento della ricchezza, come si può denotare a questi dati, si è scaricato con violenza soltanto sulla parte bassa della scala sociale. Al vertice della stessa l’andamento aveva il verso opposto con patrimoni che si accumulavano a ritmi sempre più veloci.
La ricchezza totale degli italiani in 5 anni cala di 814 miliardi facendo sparire il patrimonio netto di un decimo di ogni persona a causa della recessione. L’erosione è spiegata con il calo di valore delle case, che va ad intaccare di 2/3 la perdita subita da ogni patrimonio personale, mentre il resto va ricercato nelle perdite finanziarie dovute al fatto che le famiglie hanno attinto ai propri risparmi per far fronte alle spese quotidiane.

fonte: http://www.investireoggi.it/

Nel 2016 l’1% della popolazione
sarà più ricco del resto del mondo

L’analisi-denuncia presentata da Oxfam (confederazione di 17 Ong che combattono la povertà in più di 100 Paesi) a Davos in Svizzera

Gli «happy few», l’ «1%» della popolazione, entro il 2016 sarà più ricco del rimanente 99% degli abitanti del pianeta. Questo se sarà confermata la tendenza attuale che ha visto – nonostante la crisi – l’ «1%» di nababbi ha visto aumentare il totale dei loro patrimoni dal 44% di tutta la ricchezza mondiale del 2009 al 48% nel 2014. Non solo. Del 52% di ciò che resta della ricchezza mondiale non in mano all’ «1%», il 46% è comunque del «20%» della popolazione un po’ meno ricca (non abbastanza da essere nella prima categoria ma che comunque non ha problemi di denaro). Il rimanente 79% della popolazione mondiale si spartisce solo le briciole: il 5,5% della ricchezza mondiale, con un reddito medio di 3.851 dollari l’anno (3.331 euro). Il «reddito medio» dell’ «1%» è di 2,7 milioni di dollari (2,33 milioni di euro). Un’autentica «esplosione dell’ineguaglianza» che sembra confermare le teorie del fortunato libro dell’economista francese Thomas Piketty, «Il capitale nel XXI secolo», e aiuterà il programma di aumento delle tasse per i ricchi che Barack Obama presenterà domani sera nel discorso sullo «Stato dell’Unione». Questa l’analisi-denuncia presentata oggi da Oxfam (confederazione di 17 Ong che combattono la povertà in più di 100 Paesi) a Davos in Svizzera che da domani vedrà riunito sotto la «montagna incantata» il gotha di economia e politica di tutto il mondo.

La denuncia

Winnie Byanima, direttore generale di Oxfam Internazionale si è chiesta se davvero la gente vuole vivere in un mondo dove l’ «1%» possiede da solo più di tutti il resto del mondo. «La scala dell’ineguaglianza globale – ha detto – e semplicemente piuttosto sconcertante e malgrado il tema sia balzato in primo piano sull’agenda globale, il divario tra i più ricchi ed il resto si sta allargando rapidamente». Lo studio, peraltro, conferma un rapporto diffuso dalla banca svizzera Credit Suisse (non tacciabile di pauperismo) lo scorso ottobre, secondo il quale l’ «1%» possedeva già quasi la metà della ricchezza mondiale.

fonte: http://www.corriere.it/

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