Ci provano in tutti modi..Grecia:100.000 diciottenni non potranno votare

Posted on gennaio 22, 2015 di


Visto che, formalmente, nella nostra Ue, si devono ancora tenere quelle stupide, inutili, superate cose novecentesche chiamate “elezioni”…

E visto che a volte non è sufficiente il bombardamento (meglio, "terrore") dei media asserviti (ricordate le ultime europee in Italia?)

E poichè talvolta non bastano i ricatti delle istituzioni ("votate bene o niente soldi"…)

E poichè capita che neppure inducendo al "non-voto" il 50% dei cittadini ce la si faccia…

Ecco una nuova modalità molto più semplice: non far votare.

Non ditelo a Renzi, eh?

-:)

ps: 100.000 diciottenni, in un paese come la Grecia, vale qualcosa come il 2%..

ps": pensate che in Grecia, secondo quella cosa ormai superata che si chiama Costituzione, il voto è, addirittura, obbligatorio…

Ps3: fino a quando non vedró i risultati finali,mantengo i miei dubbi..

In Grecia, il Paese europeo che si contende il primato della disoccupazione giovanile con la Spagna, il voto dei giovani elettori fa polemica. Circa 100 mila diciottenni rischiano di non poter votare in quanto mancherebbe il tempo necessario per iscriverli nelle liste elettorali. Un problema che rischia di penalizzare il partito di opposizione Syriza, preferito dai giovani secondo i sondaggi. Giota Vamvaka, 28 anni, una laurea in sociologia, critica l’attuale gestione della crisi:

“L’unico lavoro che sono riuscita a trovare, prima e durante i miei studi universitari, e anche ora che sto studiando per la seconda laurea, è stato la cameriera. Nient’altro. Fare il caffé, servire e stare dietro il bar. Un lavoro di sopravvivenza”.

Vamvaka studia recitazione con Politis, anch’egli con una prima laurea in tasca, come grafico, un titolo che però non lo ha condotto a uno sbocco lavorativo.

“Sicuramente andrò a votare. Penso che sia un dovere perché siamo giovani ed è da noi che le cose devono cominciare a cambiare. Se non ci rimbocchiamo le maniche non accadrà niente”.

La disoccupazione giovanile in Grecia ha raggiunto il 50%, con il picco del 60,8% nel febbraio del 2013, stando ai dati Istat.

fonte: http://it.euronews.com/

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