Chi offre di meno?Dopo il Fmi, anche la Commissione rivede le stime…

Posted on febbraio 5, 2015 di


La Commissione europea rivede al ribasso le stime sull’Italia.Il solito film, come vi mostravo qui nel post "Chi offre di meno? Fmi rivede le stime sul pil di #ItaliaFALLITA"

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In sostanza: facciamo peggio di tutti (eccetto Cipro):

– era prevista un disoccupazione nel 2015 al 12,6% e sarà al 12,8%
– il debito pubblico salirà ancora, fino al 133% nel 2015
– il nostro pil crescerà solo dello 0,6% (ricordate le puttanate di Confindustria di un Pil oltre il 2%diramate pochi giorni fa?)

spinta-pil-confindustria

Tralascio ogni commento, perchè sono impegnato a tradare in borsa con @gooutitaly (a proposito: se guadagnate con i nostri segnali, una donazione potreste anche farla, eh?!)

Queste sono le stime (ottimistiche?) della Commissione, riviste al ribasso.

Chi offre di meno?

Questo alla faccia delle solite previsioni governative, del Fmi, etc, etc e delle "riprese col botto" e di #italiariparte, #lavoltabuona…

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Tutto ciò accade mentre le nostre famiglie, per il Premier, si stanno arricchendo…

Cose che in un paese normale, dovrebbero portare al:

– "linciaggio" di chi proferisce simili idiozie, falsità e prese per il c…;
– alla contestazione di dati fasulli da parte di una stampa appena appena libera..
– al trattamento sanitario obbligatorio di persone del genere…

Invece, nulla di tutto ciò, anzi..
Renzi birichino piace sempre di più.
E ve lo meritate, come vi siete meritati Berlusconi.
Un popolo di italioti merita la fame e la povertà.
Siete solo "morti che camminano", niente di più e, personalmente, non vi auguro nulla di buono…

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Perchè i dati, cari idioti, sono questi…

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La Commissione, però, dice di stare tranquilli…
La ripresa "vera" ci sarà dal 2016…
Pazienza che falliscano da anni ogni previsione (il 2014 si chiude con -0,5%)

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1 cirsi BI7yWz9CMAAZ8Or

2 crisi BI7yncACYAEzfwG

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renzi+assurdo.jpg

#STATESERENI

Se ve lo dicono loro…

ps: rinnovo il mio invito ai sostenitori di Renzi: non leggete questo blog.

Italia, le cifre della crisi in corso

Sono arrivate le nuove stime macro-economiche della Commissione europea per i paesi dell’Eurozona, in relazione al triennio 2014-2016, con riferimento al debito pubblico, deficit, inflazione, pil e disoccupazione. Per l’Italia non ci sono grosse sorprese, ma le cifre sfornate da Bruxelles confermano la crisi della nostra economia e non sono affatto entusiasmanti.

Quest’anno, l’economia italiana crescerà solamente dello 0,6%, dopo essersi contratta dello 0,5% nel 2014, peggio delle attese, dato che il governo italiano ha stimato ad oggi una contrazione del pil dello 0,4% per l’anno passato. Dovrebbe andare meglio l’anno prossimo, quando la crescita accelererà all’1,3%. Il paese dell’Eurozona a mostrare una ripresa più vigorosa è l’Irlanda, con un pil atteso in aumento del 3,5%, mentre l’Italia si colloca alla seconda peggiore posizione, prima di Cipro (+0,4%) e poco peggio di Austria e Finlandia (+0,8%).

APPROFONDISCI – La lunga crisi dell’Italia: deflazione confermata e alta disoccupazione almeno fino al 2020

Questo scenario di bassa crescita dovrebbe fare lievitare il nostro debito pubblico dal 131,9% al 133% del pil quest’anno, per tornare l’anno prossimo ai livelli del 2014. Peggio di noi c’è solo la Grecia su questo versante con un rapporto tra debito e pil schizzato al 170,2%, pur in calo dal 176,3% dello scorso anno. Alle nostre spalle si colloca il Portogallo con il 124,5%, ma anche in questo caso si registra un netto miglioramento rispetto al 2014, quando il debito è arrivato al 128,9%.

Passiamo all’inflazione. La Commissione stima un calo dei prezzi medio nell’Eurozona dello 0,1% quest’anno, mentre i prezzi dovrebbero tornare a crescere dell’1,3% nel 2016. L’Italia è tra i soli 4 paesi dell’area che registrerà una lieve deflazione in corso: l’indice dei prezzi scivolerà dello 0,3% da noi, come in Grecia e Slovenia, mentre in Spagna ci sarà un calo dell’1%.

APPROFONDISCI – Crisi economica Italia: disoccupazione e debito pubblico affossano il Paese

Meglio dovrebbe andare sul fronte deldeficit, che in Italia si dovrebbe attestare al 2,6% del pil quest’anno dal 3% del 2014 e per scendere al 2% nel 2016. Gli unici paesi a non rispettare nemmeno nel 2015 il tetto del 3% fissato dal Patto di stabilità sarebbero Spagna (4,5%) e Francia (4,1%).

Infine, la disoccupazione. A fronte di una media nell’Eurozona dell’11,2%, in lieve calo dall’11,6% dello scorso anno, l’Italia dovrebbe registrare un tasso del 12,8%, uguale a quello del 2014 e poco sopra al 12,6% stimato ancora per l’anno prossimo. Il tasso più alto si avrebbe in Grecia con il 25%, pur in calo dal 26% del 2014, mentre scenderebbe al 22% nel 2016. Seguono la Spagna con il 22,5% e Cipro con il 15,8%.

fonte: http://www.investireoggi.it/

Posted in: #NuovaResistenza

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Chi offre di meno?Dopo il Fmi, anche la Commissione rivede le stime…

Posted on febbraio 5, 2015 di


La Commissione europea rivede al ribasso le stime sull’Italia.Il solito film, come vi mostravo qui nel post "Chi offre di meno? Fmi rivede le stime sul pil di #ItaliaFALLITA"

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In sostanza: facciamo peggio di tutti (eccetto Cipro):

– era prevista un disoccupazione nel 2015 al 12,6% e sarà al 12,8%
– il debito pubblico salirà ancora, fino al 133% nel 2015
– il nostro pil crescerà solo dello 0,6% (ricordate le puttanate di Confindustria di un Pil oltre il 2%diramate pochi giorni fa?)

spinta-pil-confindustria

Tralascio ogni commento, perchè sono impegnato a tradare in borsa con @gooutitaly (a proposito: se guadagnate con i nostri segnali, una donazione potreste anche farla, eh?!)

Queste sono le stime (ottimistiche?) della Commissione, riviste al ribasso.

Chi offre di meno?

Questo alla faccia delle solite previsioni governative, del Fmi, etc, etc e delle "riprese col botto" e di #italiariparte, #lavoltabuona…

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Tutto ciò accade mentre le nostre famiglie, per il Premier, si stanno arricchendo…

Cose che in un paese normale, dovrebbero portare al:

– "linciaggio" di chi proferisce simili idiozie, falsità e prese per il c…;
– alla contestazione di dati fasulli da parte di una stampa appena appena libera..
– al trattamento sanitario obbligatorio di persone del genere…

Invece, nulla di tutto ciò, anzi..
Renzi birichino piace sempre di più.
E ve lo meritate, come vi siete meritati Berlusconi.
Un popolo di italioti merita la fame e la povertà.
Siete solo "morti che camminano", niente di più e, personalmente, non vi auguro nulla di buono…

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Perchè i dati, cari idioti, sono questi…

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La Commissione, però, dice di stare tranquilli…
La ripresa "vera" ci sarà dal 2016…
Pazienza che falliscano da anni ogni previsione (il 2014 si chiude con -0,5%)

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2 crisi BI7yncACYAEzfwG

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#STATESERENI

Se ve lo dicono loro…

ps: rinnovo il mio invito ai sostenitori di Renzi: non leggete questo blog.

Italia, le cifre della crisi in corso

Sono arrivate le nuove stime macro-economiche della Commissione europea per i paesi dell’Eurozona, in relazione al triennio 2014-2016, con riferimento al debito pubblico, deficit, inflazione, pil e disoccupazione. Per l’Italia non ci sono grosse sorprese, ma le cifre sfornate da Bruxelles confermano la crisi della nostra economia e non sono affatto entusiasmanti.

Quest’anno, l’economia italiana crescerà solamente dello 0,6%, dopo essersi contratta dello 0,5% nel 2014, peggio delle attese, dato che il governo italiano ha stimato ad oggi una contrazione del pil dello 0,4% per l’anno passato. Dovrebbe andare meglio l’anno prossimo, quando la crescita accelererà all’1,3%. Il paese dell’Eurozona a mostrare una ripresa più vigorosa è l’Irlanda, con un pil atteso in aumento del 3,5%, mentre l’Italia si colloca alla seconda peggiore posizione, prima di Cipro (+0,4%) e poco peggio di Austria e Finlandia (+0,8%).

APPROFONDISCI – La lunga crisi dell’Italia: deflazione confermata e alta disoccupazione almeno fino al 2020

Questo scenario di bassa crescita dovrebbe fare lievitare il nostro debito pubblico dal 131,9% al 133% del pil quest’anno, per tornare l’anno prossimo ai livelli del 2014. Peggio di noi c’è solo la Grecia su questo versante con un rapporto tra debito e pil schizzato al 170,2%, pur in calo dal 176,3% dello scorso anno. Alle nostre spalle si colloca il Portogallo con il 124,5%, ma anche in questo caso si registra un netto miglioramento rispetto al 2014, quando il debito è arrivato al 128,9%.

Passiamo all’inflazione. La Commissione stima un calo dei prezzi medio nell’Eurozona dello 0,1% quest’anno, mentre i prezzi dovrebbero tornare a crescere dell’1,3% nel 2016. L’Italia è tra i soli 4 paesi dell’area che registrerà una lieve deflazione in corso: l’indice dei prezzi scivolerà dello 0,3% da noi, come in Grecia e Slovenia, mentre in Spagna ci sarà un calo dell’1%.

APPROFONDISCI – Crisi economica Italia: disoccupazione e debito pubblico affossano il Paese

Meglio dovrebbe andare sul fronte deldeficit, che in Italia si dovrebbe attestare al 2,6% del pil quest’anno dal 3% del 2014 e per scendere al 2% nel 2016. Gli unici paesi a non rispettare nemmeno nel 2015 il tetto del 3% fissato dal Patto di stabilità sarebbero Spagna (4,5%) e Francia (4,1%).

Infine, la disoccupazione. A fronte di una media nell’Eurozona dell’11,2%, in lieve calo dall’11,6% dello scorso anno, l’Italia dovrebbe registrare un tasso del 12,8%, uguale a quello del 2014 e poco sopra al 12,6% stimato ancora per l’anno prossimo. Il tasso più alto si avrebbe in Grecia con il 25%, pur in calo dal 26% del 2014, mentre scenderebbe al 22% nel 2016. Seguono la Spagna con il 22,5% e Cipro con il 15,8%.

fonte: http://www.investireoggi.it/

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