Lista Falciani, ci sono anche Pippo Civati e il renziano Davide Serra

Posted on febbraio 12, 2015 di


Cosa scrivo da mesi e mesi su questo blog?

Cosa ho spesso adombrato nei miei post? (vedi qui, per esempio)

E cosa ho spesso detto sull’evasione fiscale, ingaggiando accesi confronti verbali su twitter?

Non ci vuole una scienza: basta essere mediamente intelligenti e, soprattutto, onesti intellettualmente.

O non essere ideologici fino al buco del c….

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Dedicato a tutti coloro che per anni mi hanno frantumato le palle con "l’evasione fiscale brutta e cattiva" (e solo di destra, naturalmente…)

Dedicato a tutti i cazzari che votarono Sel nel 2013 (garantendo al 2° partito in Italia di prendere la maggioranza relativa dei seggi e di guidare 2 governi grazie a Napolitano) e a coloro che ancora credono alla "sinistra Pd".

Dedicato, "sobre todo" ai renziani, specie assai peggiore dei vecchi berlusconiani (che ora sono renziani)

Lo so…

Alcuni erano in buona fede…

Ecco, vi salva quello, solo quello…

La buona fede.

Ah…….

ps: in un paese normale Renzi & C. sarebbero indagati per aggiotaggio ed insider trading

Quando non servirà più, il bulletto fiorentino, farà una brutta fine.

E’ una previsione ed un auspicio.

ps2: Civati probabilmente è solo un "povero fesso" e, certamente, il suo nome non esce a caso…
Ma tutti sanno che i nostri politici hanno conti all’estero e che girano molte mazzette a Bruxelles.

Poi vi spiegate perchè non si fanno gli accordi con la Svizzera…(lo faranno quando i capitali li avranno spostati altrove)
Il motivo dei condoni o delle voluntary disclosure…
E perchè queste politiche economiche che stanno distruggendo il paese vengono adottate.
Renzi non è diverso da Papandreou.
Ma non ditelo agli italioti, eh?
-:)

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Nell’elenco di beneficiari di conti nella banca Svizzera, che l’Espresso pubblicherà nel numero in edicola venerdì 13 febbraio, anche personaggi della scena politica. Come il candidato alla segreteria Pd e il finanziere vicino al premier Matteo Renzi

Nella lista Falciani spuntano due parlamentari italiani, con posizioni bancarie molto diverse. E qualche uomo d’affari vicino alla politica. I loro nomi compaiono nell’elenco segreto dei clienti della banca Hsbc di Ginevra, che da almeno cinque anni rimbalza tra varie Procure italiane, Guardia di finanza e servizi segreti. Un’inchiesta dell’International consortium of investigative journalists (Icij), a cui “l’Espresso” ha collaborato in esclusiva per l’Italia, è ora in grado di rivelare nel dettagli i contenuti di questo colossale database.

L’INCHIESTA INTEGRALE SULL’ESPRESSO IN EDICOLA DA VENERDì 13 FEBBRAIO

I cittadini italiani associati a quei conti svizzeri (come beneficiari, cointestatari o procuratori dei conti) sono 7.499 e avevano depositi per un totale di 7 miliardi e 452 milioni di dollari. Oltre ai vip già emersi domenica scorsa , come il pilota Valentino Rossi, lo stilista Valentino Garavani e il manager Flavio Briatore (che ha la residenza fiscale all’estero), la lista comprende centinaia di imprenditori, dirigenti d’azienda, stelle dello spettacolo e professionisti di rango, ma anche commercianti, casalinghe e piccoli artigiani sconosciuti alle cronache.

La lista fotografa la situazione del 2006-2007. L’anno successivo, il tecnico informatico Hervé Falciani riuscì a copiare i dati della banca per cui lavorava, per poi metterli a disposizione della magistratura spagnola e francese, che li ha trasmessi alle autorità italiane.

Il primo parlamentare citato nella lista Falciani è Giorgio Stracquadanio, ex radicale passato a Forza Italia, legato a Marcello Dell’Utri. Stracquadanio è morto nel gennaio 2014, ma dai documenti bancari risulta che nel 2007 il suo conto alla Hsbc di Ginevra aveva una disponibilità notevole: dieci milioni e 700 mila dollari.

L’Espresso ha contattato i suoi familiari, indicati come contitolari del conto, offrendo la possibilità di fornire chiarimenti. «Non ho alcun commento da fare», ha però dichiarato la sorella di Giorgio, Tiziana Stracquadanio, cointestataria del deposito svizzero insieme al padre Raffaele. Schierato su posizioni di acceso garantismo, il parlamentare aveva più volte contestato la magistratura: memorabili gli scontri tra Stracquadanio e la Procura di Palermo, negli anni Novanta, dopo la scoperta delle sue visite in carcere, non autorizzate dai giudici, al boss mafioso Vittorio Mangano, figura centrale del processo che ha poi portato alla condanna definitiva dell’ex senatore Del’Utri.

Il parlamentare del Pd Giuseppe Civati, già candidato alla segreteria del partito, viene invece collegato a un deposito con soli 6.589 dollari di cui è titolare suo padre Roberto, classe 1943, in passato amministratore di aziende importanti come la Redaelli Tecna di Milano. «Non ho mai avuto accesso a quel conto, di cui non sapevo proprio niente», ha dichiarato Civati a “l’Espresso”. «Solo ora mio padre mi ha spiegato – ha aggiunto – di averlo aperto quando era amministratore e azionista della Redaelli, che aveva fabbriche anche all’estero: c’erano soldi regolarmente dichiarati nei bilanci».

fonte: http://espresso.repubblica.it/

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