MA NON SI STAVANO ARRICCHENDO? Istat: “Una famiglia su 4 vive a disagio”

Posted on febbraio 19, 2015 di


Qui Renzi 13-01-2015

Qui quello che scrivevo io

https://ilcontagio.wordpress.com/2015/01/13/renzi-in-italia-famiglie-si-stanno-arricchendo/

Qui quello che dice l’Istat sui giovani e sulle famiglie: un quadro drammatico.

Tutti gufi, rosiconi, sorciverdi…

Francamente io mi sono stufato.

Non so voi.

Una famiglia su 4 vive una situazione di disagio economico e un giovane su 4 è un cosiddetto “Neet”, cioè non è né lavoratore né studente. Sono due tra gli elementi principali del rapporto Noi Italia. “Il 23,4% delle famiglie vive in una situazione di disagio economico, per un totale di 14,6 milioni di individui” si legge nel rapporto sulla situazione nel 2013. L’anno prima comunque la percentuale era ancora più alta (24,9%). Tornando al dato più recente, circa la metà, il 12,4% dei nuclei, si trova in grave difficoltà. Quanto ai giovani sono due milioni e mezzo gli italiani tra i 15 e i 29 anni che non studiano e non lavoro. Dati del 2013 alla mano, si tratta del 26% degli under 30, più di 1 su 4. Nell’Unione europeapeggio fa solo la Grecia (28,9%). Ne abbiamo il triplo dellaGermania (8,7%) e quasi il doppio della Francia (13,8%).

La crisi nelle famiglie
Per quanto riguarda la crisi per le famiglie le statistiche si basano sull’indicatore di deprivazione, che scatta quando si presentano almeno tre sintomi (dopo i quattro si parla di seria deprivazione) su un set di nove. La lista del fattori di rischio va dal non poter sostenere spese impreviste, ad accumulare arretrati nei pagamenti (mutui, affitti, bollette). Ecco che nel 2013 il 23,4% delle famiglie residenti in Italia presenta almeno tre delle difficoltà considerate (il 12,4% nel caso di quattro o più) con differenze marcate tra i diversi indicatori: il 2,6% dichiara di non potersi permettere l’acquisto di una lavatrice, un televisore a colori, un telefono o un’automobile, mentre sono il 50,4% quelle che non possono permettersi una settimana di vacanza lontani da casa. Circa il 19% dice di non riuscire a riscaldare adeguatamente l’abitazione e il 14,5% di non potersi permettere un pasto adeguato almeno ogni due giorni. Infine il 12% è rimasto in arretrato con almeno un pagamento e il 40,5% non riuscirebbe ad affrontare una spesa imprevista di 800 euro. Il panorama territoriale mette in evidenza il forte svantaggio dell’Italia meridionale e insulare, con valori più che doppi rispetto alla media nazionale. Nel Mezzogiorno, le famiglie deprivate sono il 40,8% di quelle residenti, contro il 15,4% del Nord-ovest, il 13,1% del Nord-est e il 17,3% del Centro. Le situazioni più gravi si registrano in Sicilia (50,2), Puglia (43),Calabria e Campania (38,8). I valori più bassi invece si ritrovano nella provincia autonoma di Trento (10,6), nel Veneto (12,1), in Piemonte (12,2), in Toscana (12,5) e in Emilia-Romagna(14,1).

La disoccupazione
In Italia lavorano meno di 6 persone su 10 tra i 20 e i 64 anni. Nel 2013, infatti, il tasso di occupazione per questa fascia d’età è calato, scendendo sotto quota 60% (si è fermato al 59,8%). Nella graduatoria europea, solamente Grecia, Croazia e Spagnapresentano valori inferiori. Lo afferma l’Istat nel rapporto “Noi Italia”, spiegando come si tratti di un indicatore strategico per l’Ue(l’obiettivo sarebbe raggiungere il 75% per il 2020). In Italia sono oltre 10 milioni le persone in condizioni di povertà relativa, che presentano una spesa per consumi inferiore alla soglia di riferimento. Si tratta del 16,6% della popolazione. La povertà assoluta, che non consente di avere standard di vita accettabili, coinvolge invece il 7,9% delle famiglie, per un totale di circa 6 milioni di cittadini.

FONTE: http://www.ilfattoquotidiano.it/

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