AFD: “Italia e Francia fuori dall’euro”.

Posted on marzo 11, 2015 di


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Il Grexit non spaventa più. S&P: "Nessun impatto sulle banche estere". E Padoan: "Se un paese uscisse dall’euro, allora potrebbe farlo chiunque…"

Anzi, sembra quasi benedetta dalle agenzie di rating. Secondo Standard & Poor’s, infatti, è "improbabile" che un’eventuale fuga della Grecia dalla moneta unica abbia un impatto sul rating delle banche, esclusi ovviamente gli istituti ellenici. L’esposizione delle banche estere ammonta a 46 miliardi di dollari, che salirebbero al massimo di 22,8 miliardi considerando derivati, garanzie e simili, circa un terzo dei 138 miliardi di dollari del 2010. Tanto che in Germania c’è chi inizia a spingere perché anche l’Italia e la Francia escano dall’Eurozona.

L’addio all’euro è un atto irreversibile, ma non impossibile. Ieri, durante un colloquio con gli studenti al Collegio d’Europa (l’istituto di formazione dei funzionari comunitari) a Bruges, il ministro dell’Economia Pier Carl Padoan non ha del tutto escluso l’ipotesi dell’uscita della Grecia dalla moneta unica. Un’ipotesi che, secondo il titolare del dicastero di via XX Settembre, "può essere estesa anche ad altri Paesi". Secondo il report di Standard & Poor’s, l’80% dell’esposizione diretta alla Grecia fa capo alle banche tedesche. Si tratta di circa 13,5 miliardi di dollari. Il restante è spartito tra il Regno Unito (13,5 miliardi di dollari) e gli Stati Uniti (10,6 miliardi di dollari). In termini relativi tali somme sono parì, però, a quote bassissime dell’esposizione diretta totale nei confronti dell’estero dei sistemi bancari dei tre Paesi. "Anche solo formulare l’ipotesi di un’uscita della Grecia dall’euro indicherebbe che l’Unione monetaria non è irreversibile – ha spiegato Padoan – se un paese uscisse dall’euro chiunque potrebbe pensare che lo stesso destino possa riguardare tutti gli altri". Il che, però, non lo rende possibile.

In Germania il sentimento antieuro sta montando. "La Grecia dovrebbe essere solo il primo paese a lasciare l’eurozona – ha sottolineato il leader di Alternative fuer Deutschland, Bernd Lucke – anche Italia e Francia dovrebbero trarre le conseguenze del fatto che non non possono attenersi alle regole e sono sempre più segnate da difficoltà nell’industria e duratura forte disoccupazione". Secondo il leader antiqueo, l’addio alla moneta unica sarebbe "nell’interesse dei cittadini e nell’interesse degli stati che ritengono indispensabile una moneta forte". Locke accusa chiaramente sia il presidente Francois Hollande sia il premier Matteo Renzi di non essere in grado di fare le riforme: "L’euro non è una comunità stabile e non potrà mai esserlo". Da qui la proposta di usare la prevedibile uscita di Atene dall’euro per "regolare definitivamente la situazione per risolvere i problemi dell’Eurozona"."La valuta comune è sensata soltanto se limitata ai paesi competitivi e orientati alla stabilità – conclude – Francia e Italia chiaramente non appartengono a questi".

FONTE: http://www.ilgiornale.it/

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