Follia da Stato di polizia: prestiti tra familiari, bisogna dichiararli all’Agenzia delle Entrate!!

Posted on marzo 20, 2015 di


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Questo è il risultato…

Anni a dire che saremmo arrivati qui…

In un paese dove, ormai, un operaio non puo’ permettersi di fare 2 crociere…perchè gli arriva a casa l’Agenzia delle Entrate per un controllo…

E tenete presente che i dirigenti di Equitalia sono stati dichiarati illegittimi…(800 su 1200!!!)

Cose da Stato di polizia…

E tra le altre cose…

Ieri ci hanno detto che lo Stato avrebbe incassato 14 mld dalla lotta all’evasione (motivo per cui in questi anni hanno fatto passare misure da stato totalitario)

Ebbene:

1) la cifra, in realtà corrisponde a soli 8 mld
2) di questi miliardi non 1 che 1 è stato restituito ai cittadini "onesti" (come promesso) per abbassare le tasse
3) poichè i dirigenti di Equitalia dovrebbero decadere (utilizzo il condizionale perchè in un paese fallito e mafioso come il nostro puo’ accdare di tutto) tali cartelle potrebbero essere dichiarate nulle.

Ma non è finita qui…

Oltre al limite all’utilizzo del contante (che non ha portato ad alcun solo obiettivo, salvo quello di avvantaggiare le banche e controllare i sudditi) come ci dice la Cgia di Mestre

Oltre ai redditometri….ai controlli…ai mille adempimenti…

Ecco che arriva la notizia della giornata: ora se farai un prestito a tuo figlio o gli darai una mancia, dovrai dichiaralo alla Agenzia delle Entrate.

Siamo alla follia di uno Stato strafallito che tratta i propri cittadini da sudditi.

Uno Stato di polizia, autoritario che non paga i crediti alle imprese, che non rende i servizi ai cittadini ma poi pretende di andarti ad ispezionare anche il buco del culo.

Una vergogna degna di un paese di stolti, ignoranti, beceri italioti.

Tutto questo nel nome della "lotta all’evasione"…

Voi ci crede ancora a queste fregnacce?

Davvero?

Io sono mesi e mesi che vi dico che saremmo arrivati qui.

E non è ancora finita…

ps: da oggi non vi azzardate a prendere la mancia dai nonni o dai genitori
Non vi azzardate a ricevere regali-compensi quando c’è una festa di compleanno

In tempi di crisi non sono pochi i genitori che offrono sostanziosi aiuti economici ai figli per permettere loro di comprare una casa, un’auto o avviare un’attività. Tuttavia da oggi non basterà più dire "me li hanno dati i miei": quando si riceve una somma di denaro da un parente, la si dovrà dichiarare all’Agenzia delle Entrate.

La ragione ovviamente sta nel certificare la provenienza del denaro, per evitare che il Fisco individui la somma come "denaro in nero" e vi venga a chiedere di pagare delle tasse su questi capitali. Questa non è una novità, bensì una conseguenza dell’applicazione del redditometro, capace di monitorare il volume di spesa dei contribuenti e, grazie all’anagrafe tributaria, anche ogni movimentazione bancaria in entrata o in uscita dal conto corrente.

Mettiamo il caso in occasione di un compleanno, un parente regali una somma in denaro e che la persona che la riceve, decide di investirla nell’acquisto di uno smartphone da 800 euro. Dato che l’Agenzia dell’Entrate sa qual è il reddito di quella persona, equivalente alla somma necessaria per comprare lo smartphone, ipotizza che sia impossibile che si decida di destinare l’intero ammontare della mensilità in un telefono. Parte dunque l’accertamento, sulla base dell’ipotesi che quel denaro speso per il cellulare provenga da redditi non dichiarati. Questo potrebbe guastare la festa di compleanno al festeggiato.

Per evitare che il Fisco sanzioni anche queste regalie, sarà sufficiente siglare un atto scritto di donazione (sotto forma di scrittura privata) che indichi una data certa. Quel denaro dovrà poi transitare attraverso strumenti tracciabili: quindi addio alla vecchia busta e via libera al bonifico di compleanno! Questo passaggio è estremamente consigliato, soprattutto nei casi di regali in denaro ingenti, come nel caso dei matrimoni.

Affinché sussita la validità della data certa, questa si può ottenere con la registrazione della scrittura presso l’Agenzia delle Entrate o con uno scambio di corrispondenza a mezzoraccomandata con ricevuta di ritorno, o con una mail PEC recante la firma digitale. Questa procedura va applicata sia per le donazioni di denaro sia per i prestiti.

Per alcuni esempi di scritture private da sottoscrivere, leggi qui.

Per le donazioni manuali di modesto valore, la scrittura privata non è necessaria: il limite dell’ammontare del regalo lo crea il reddito medio di chi lo riceve. Sono quindi considerate modeste le donazioni che non incidono in maniera significativa sulla ricchezza di chi dona.

fonte: https://it.finance.yahoo.com

Posted in: #NuovaResistenza