Martin Armstrong: ecco perchè si fa la guerra al contante

Posted on marzo 26, 2015 di


Va beh, dai…

Negli Usa e in Francia è per il terrorismo…

Da noi per quella incredibile "piaga" dell’evasione fiscale.

Ma la realtà è assai diversa, come vi abbiamo sempre scritto su questo blog.

La guerra al contante dell'occidente. "Ce lo chiede la lotta al terrorismo"... vi dicono

"Sono politiche di governi in bancarotta e sistemi bancari illiquidi"

Le Parisien non ha usato giri di parole: “La chasse au cash est lancee”. La caccia al contante in Francia è partita e si sfrutta l’onda emotiva della sicurezza e della lotta al terrorismo, chiaramente. Esattamente come avvenuto negli Stati Uniti.

Il ministro delle finanze del paese, Michel Sapin, ha annunciato otto nuove restrizioni con lo scopo di minimizzare l’uso del contante. Tra queste anche il divieto di fare pagamenti oltre i mille euro (rispetto ai 3 mila precedenti) e l’impossibilità di prelievi mensili superiori ai 10 mila euro, senza un controllo rigido delle autorità di polizia. E ancora, trasportare oro nel paese, anche se da servizi professionisti, deve essere ora dichiarato e riportato alle dogane del paese. Anche gli Stati Uniti, sottolinea Martin Armstrong, si stanno muovendo nella stessa direzione: il Dipartimento di Giustizia richiede che le banche facciano rapporto alla polizia in caso di prelievo superiore ai 5 mila dollari. Ma anche quelli superiori ai 3 mila vengono selezionati all’IRS.

Certo il tutto serve a combattere il terrorismo, perché solo i terroristi usano il contante, ironizza Simon Black sul suo blog. Ma è chiaro, prosegue l’esperto americano, come queste restrizioni servano solo ad un obiettivo: mantenere i risparmi delle persone nella trappola (dittatura) del XXI secolo: il sistema bancario. I tassi d’interesse in molti paesi europei sono ormai negativi e questo trend si acuirà nei prossimi mesi. In poche parole: per i correntisti il privilegio di mantenere i soldi in banca ha un costo, ma non esistono ormai alternative. Per la lotta al terrorismo, chiaramente.

Il principio fondante il moderno settore bancario è che gli istituti utilizzino il 97% dei depositi per le loro scommesse, speculazioni finanziarie, vale a dire rischiosi prestiti o acquisti di bond di paesi in bancarotta. Mantengono solo il 3% in riserve. Tutto il resto è alchimia finanziaria e questo significa che se i clienti richiedano i loro soldi indietro, prosegue Black, si creerebbe un’immenso fallimento bancario e il controllo dei capitali.

L’obiettivo di queste misure applicate in Francia è di eliminare ogni alternativa alle persone di poter gestire i propri risparmi al di fuori del sistema bancario. Ma per molti un sistema che ti impone di tenere i pochi risparmi a tassi negativi è ancora considerato libero e democratico. Ma queste non sono certe politiche di governi con posizioni finanziarie forti e sistemi bancari stabili. Sono politiche di governi in bancarotta e sistemi bancari illiquidi.

Si usa la lotta al terrorismo, sottolinea correttamente Armstrong, come una scusa per nascondere la guerra al contante. “Stanno cercando di eliminare il denaro. Non c’è nessuna riforma contemplata, solo l’obiettivo di aumentare le tasse. Non c’è nessuna fine del gioco che prevederà la conservazione della nostra libertà”.

Tratto da:http://www.lantidiplomatico.it

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Posted in: #NuovaResistenza