Le Iene: tangenti a Palazzo Chigi

Posted on marzo 27, 2015 di


Ieri sera il programma tv "Le Iene", in onda su Italia 1 in prima serata, ha intervistato un anonimo che ha riferito di un giro di mazzette nella Presidenza del Consiglio. Lo scopo? Vincere gare di appalto.

La persona, che vediamo incappucciata nel filmato, lavorava per un’azienda di forniture proprio per la Presidenza del Consiglio. L’uomo parla, senza troppi giri di parole, di "mazzette per vincere gare di appalto".

Lo show di Italia1 (qui il video integrale del servizio di Filippo Roma) riferisce anche che il dipendente dispone di "prove scritte" per confermare tutte le accuse sulle varie mazzette.

Domanda: Che cosa ci vuoi segnalare?
Risposta: Ho lavorato per molti anni con un’azienda che si occupa di forniture di servizi
D: E a chi li fornisce questi servizi?
R: Ad aziende private e, tramite gare d’appalto, ad aziende pubbliche e anche ad istituzioni.
D: Cioè, tipo, quali istituzioni?
R: Per esempio la Presidenza del Consiglio dei Ministri.
D: E cos’è che non va?
R: Non va il fatto che quest’azienda pur di aggiudicarsi qualsiasi tipo di gara d’appalto usava la metodologia degli omaggi, dei regali, diciamo…delle mazzette.
D: Sei sicura che questi metodi siano stati utilizzati anche per ottenere appalti da parte di istituzioni pubbliche?
R: Certamente, mi riferisco in particolare ad una gara della Presidenza del Consiglio dei Ministri con importo pari a qualcosa meno di 10 milioni di euro gestita in modo totalmente illegale
D: In che senso?
R: Nel senso che per importi di tale consistenza la legge ti dice di fare comunque una gara europea.
D: E invece?
R: Non è avvenuto, è stato fatto un affidamento diretto ma anche qui c’è una certa anomalia, nel senso che a questa gara sono state invitate 5 ditte, queste 5 ditte sono state, guarda caso, segnalate alla Presidenza del Consiglio dalla ditta stessa che si è aggiudicata l’appalto finale, e quindi già in partenza i giochi erano già fatti. Si sapeva già chi doveva vincere.
D: Cosa ha fatto questa ditta per ottenere così facilmente un appalto così importante?
R: Personale interno alla Presidenza del Consiglio in cambio di denaro ha favorito questa ditta in tutto e per tutto.
D: Ci puoi spiegare proprio il meccanismo attraverso cui avveniva questo sistema di corruzione?
R: Un certo numero di dirigenti, alcuni attualmente in pensione e altri invece che sono ancora in servizio presso la Presidenza del Consiglio erano in realtà nel libro paga di quest’azienda.
D: Che vuol dire erano nel libro paga di quest’azienda?
R: Nel senso che ricevevano denaro.
D: Chi è che pagava questi dirigenti?
R: Il titolare dell’azienda.
D: In che modo li pagava?
R: A volte erano alcuni collaboratori più stretti di questo titolare dell’azienda a effettuare direttamente le consegne, talvolta addirittura questi personaggi si recavano direttamente in azienda.
D: Questo come lo sai?
R: Perché ho lavorato per molti anni in quest’azienda e ho avuto modo di capire come veniva gestito questo sistema.
D: Ma le cose che dici sono gravi, le puoi documentare?
R: Le posso documentare tranquillamente.
D: Come?
R: Questo è parte di un libro paga, parliamo di oltre 2 milioni di euro di mazzette.
D: Ammazza, porca miseria! Su questa sorta di libro paga che ci fai vedere quali e quante mazzette ci sono segnate?
R: Questo foglio che ti sto facendo vedere si riferisce ad un solo mese e per la sola Presidenza del Consiglio parliamo di un importo pari a 1.162.000 euro, poi abbiamo un altro milione di euro che sono andati distribuiti fra dirigenti di enti pubblici e privati.
D: Queste cifre venivano elargite ogni mese o sono cifre una tantum?
R: Ci sono alcuni che ricevevano i soldi mensilmente altri invece li percepivano al pagamento delle fatture.

A questo punto la persona che Filippo Roma sta intervistando, a riprova di ciò che racconta, ha dato alla Iena un file di testo che secondo lei sarebbe uno dei fogli relativi ad un solo mese del libro paga dell’azienda per cui lavorava. Per motivi legali tutti i nomi sono oscurati, ma la Iena mostra come nel file sotto la voce Presidenza siano indicati 5 nomi che avrebbero ricevuto le cifre indicate in corrispondenza. Il tutto per la cifra complessiva di 1.162.000 euro solo per la Presidenza del Consiglio e per un totale di 2.212.000 di euro di tangenti pagate in generale per ottenere i lavori.

L’intervista prosegue.
D: I dirigenti della Presidenza del Consiglio che hanno preso questi soldi in cambio cosa facevano per quest’azienda?
R: All’inizio avevano totalmente pilotato la gara d’appalto
D: E poi?
R: Al momento in cui arrivava la fattura vi era chi doveva constatare la congruità, quindi fare il raffronto tra il capitolato dei servizi offerti e la fatturazione e non c’era mai nessun tipo di contestazione ovviamente. Erano fatturazioni gonfiate, gonfiatissime.
D: Come si facevano queste fatturazioni gonfiate?
R: Se il valore reale della fornitura poteva essere di 40-50-60-70 mila euro, puntualmente venivano emesse fatture superiori al 50, al 60 e anche all’80% in più.
D. Mi dici quali erano i dirigenti della Presidenza del Consiglio che prendevano mazzette dalla tua azienda?
R: All’epoca avevamo un dirigente che era responsabile nel caso specifico del procedimento della gara di circa 10 milioni di euro, quella di cui ti parlavo prima.
D: E questo dirigente quanti soldi ha preso?
R: Se facciamo riferimento al solo mese riportato nel foglio che ho qui, a me risulta 70 mila euro.
D: Gli altri invece?
R: Un altro dirigente attualmente ancora in servizio nell’ufficio del cerimoniale, facendo riferimento sempre allo stesso mese, a me risulta abbia preso 12 mila euro, oltre poi un omaggio, un pianoforte da circa 6 mila euro e inoltre gli è stato ristrutturato anche tutto il suo nuovo appartamento.

Anche riguardo a questo specifico caso la persona intervistata mostra alla Iena la mail che la sua azienda avrebbe mandato al dirigente con riferimento al pianoforte che sarebbe stato a lui donato. Testualmente si legge: “Il modello in questione è il P116MOPDAW cm 116 in noce americano scuro, poro aperto no tech silent. Attualmente è disponibile, tempi di consegna 15 giorni lavorativi. Fammi sapere così lo confermo, buona giornata”.

L’intervista prosegue:
D: Ci sono altri dirigenti della Presidenza del Consiglio che secondo te avrebbero preso tangenti?
R: Abbiamo un impiegato in pensione, all’epoca prima dell’uscita del bando di gara si è prestato alla stesura proprio del capitolato tecnico in modo tale da prepararlo ad hoc per l’azienda, per la società che poi ha partecipato alla gara.
D: E lui quanto ha preso?
R: Sempre considerando quel mese lì 2 mila euro. Poi abbiamo colui che autorizzava il pagamento delle fatture e a me risultano 600mila euro. E poi c’erano altri due personaggi chiave che hanno ricevuto entrambi 480mila euro, ma parliamo sempre e soltanto di quello stesso mese. La stessa prassi era utilizzata per ottenere appalti con aziende pubbliche. Per esempio, per un’importante azienda pubblica abbiamo un noto personaggio che sempre in quel mese di cui stiamo parlando ha percepito 60 mila euro perché la fornitura è stata studiata a tavolino. Dirigenti, ufficio acquisti e questo signore studiavano ad hoc la fornitura e in base a queste forniture l’azienda partecipava alle gare. All’azienda veniva già segnalato l’importo che avrebbe vinto prima ancora che si sapesse l’aggiudicazione finale ed è così che vincevano sempre e comunque le gare.
D: Ma sei sicura di quello che dici? Tu mi stai dicendo queste cose perché le hai viste o perché ne hai sentito parlare?
R: Intanto nella mia azienda se ne parlava tranquillamente. Il mio ex datore di lavoro addirittura si pavoneggiava del fatto che lui pagava tutti per ottenere tutto. Quindi era di dominio pubblico, non erano solo voci di corridoio. Ho assistito personalmente in diverse occasioni alla consegna di queste buste a dirigenti della Presidenza del Consiglio i quali si recavano direttamente presso la nostra azienda e in 2 circostanze ho personalmente consegnato due buste a due personaggi della Presidenza del Consiglio.
D: Tu sei sicura che in queste buste ci fossero soldi?
R: Si capiva dalla consistenza
D: Che tu sappia questo sistema di corruzione per quanto tempo è durato?
R: Allora, sicuramente per quello che riguarda la Presidenza del Consiglio, che io sappia, per un bel po’ di anni.
D: Perché ci stai raccontando tutto questo?
R: Sono piuttosto preoccupata che mi possa succedere qualcosa perché da un po’ di tempo a questa parte ho avuto molte minacce.
D: Cioè che ti è successo?
R: Sono stata avvicinata da due persone mentre parcheggiavo la mia auto e una di queste nell’avvicinarsi ha fatto il mio nome. Io ho risposto affermativamente e in quello stesso momento mi ha posizionato un coltello sotto la pancia dicendomi . Questo è uno dei diversi episodi che mi sono accaduti.
D: Perché, scusa, che altro ti è successo?
R: Una volta ho trovato sul tergicristallo della mia auto un foglietto con su scritto stai attenta a quello che fai, attenta a come ti muovi. Insomma tutta una serie di intimidazioni.
D: Tipo?
R: Preferisco non dire altro.
D: Perché queste persone ti minacciano?
R: Perché sanno che io so e sanno che potrei raccontarlo.
D: Ma queste aggressioni ricevute, tu le hai denunciate?
R: Sì le ho denunciate.
D: Quando tu lavoravi per quest’azienda e vedevi succedere tutte queste cose, cosa pensavi?
R: Se devo dirlo proprio sinceramente mi facevano davvero schifo, purtroppo chi poi veramente lavorava, chi portava davvero i risultati a casa veniva soltanto sfruttato e poi a fine mese scopriva che gli veniva sempre tolto qualcosa.
D: Quindi mi stai dicendo che pagavano le mazzette ai dirigenti della Presidenza del Consiglio e toglievano soldi ai dipendenti?
R: Certo, triste realtà ma è così.
D: E perché oggi non lavori più per quest’azienda?
R: Perché non ho più sopportato che mi mancassero di rispetto e soprattutto che venisse schiacciata la mia dignità.
D: Se le cose stanno proprio così come me le racconti si tratterebbe di un’altra vera e propria tangentopoli…
R:.. ma forse anche molto di più.
D: Perché secondo te fino ad oggi queste cose di cui parli non sono ancora venute fuori?
R: In realtà qualcosina in passato è venuta fuori, non si capisce perché poi iniziano le inchieste ma si fermano, viene tutto insabbiato, non si va mai fino in fondo. Alla fine queste persone non pagano mai.

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