Isis potrebbe attaccare l’Italia tra poche settimane

Posted on marzo 29, 2015 di


Chissà se per tale (e speriamo solo eventuale) drammatico frangente si troveranno altri depressi…

A parlare di questa minaccia non è un blogger complottista, ma un ambasciatore libico negli Emirati.

La sua denuncia è stata ripresa in tutto il mondo (vedi qui e qui e qui)

In Italia, da nessuno…

Ma #statesereni…

Con Renzi, Pinotti, Gentiloni ed Alfano siamo in una botte di ferro.

Bandiera Isis

Vero che, come dice Capuozzo, l’ambasciatore puo’ avere amplificato la minaccia per cercare degli aiuti.

Ma io non sottovaluterei le minacce che ci hanno diretto.

Sirte dista soli 300 km dall’Italia…

L’Isis potrebbe attaccare l’Italia entro alcune settimane, non mesi. È l’allarme lanciato da Aref Ali Nayed, l’ambasciatore libico negli Emirati Arabi Uniti, in un’intervista ripresa dal blog Islam Media Analysis (http://islamedianalysis.blogspot.it/2015/03/isis-attack-on-italy-coming-could-use.html). Per il diplomatico, il Daesh potrebbe colpire in due modi diversi: il primo attraverso un commando di terroristi che si infiltrerebbe nel nostro paese a bordo di alcuni barconi che ogni giorno arrivano dal paese africano. Una volta in Italia, ricostituirebbero la cellula per pianificare e condurre l’azione terroristica. Il secondo, invece, usando aerei libici rubati, che al momento sono nelle mani degli islamisti. “Potrebbero caricare di esplosivo o armi chimiche – ha affermato l’ambasciatore – un aero civile o un piccolo velivolo militare”. La conferma che alcuni aerei commerciali in Libia, peraltro, arriva anche dagli Stati Uniti che hanno registrato l’evento e hanno già adottato una serie di contromisure ad hoc. Nayed ha spiegato che il recente attacco in Tunisia, rivendicato dallo Stato Islamico, evidenzia che la formazione è in grado di condurre attacchi coordinati ed efficaci con grande velocità e precisione, partendo dalla Libia. Allo stesso modo di quelli avvenuti nello Yemen contro i fedeli musulmani durante le preghiere del venerdì.

“Queste azioni stanno aumentando – ha sottolineato – sia nella frequenza sia negli obiettivi. Perciò, dobbiamo prendere le loro minacce contro l’Italia e l’Europa del Sud molto seriamente. La Libia, peraltro, sta diventando una base per l’Isis e un ‘bancomat’ per le operazioni della formazione in Siria e in Iraq – aveva già avvertito l’ambasciatore lo scorso dicembre in un discorso pubblico -. Ci sono buone probabilità che la ricchezza petrolifera del paese sia stata dirottata dagli islamisti e ha fornito loro ossigeno per la crescita del Daesh durante il regime islamista recente. Certamente non è stato utilizzato per rendere il nostro paese un posto migliore per la popolazione”.

fonte: http://www.ilvelino.it/

Posted in: #NuovaResistenza