E’ solo una questione di tempo

Posted on maggio 19, 2015 di


Ho cercato di spiegare in quasi 3 anni di attività sul blog quello che penso: l’Italia è destinata alla bancarotta.

Nell’estate del 2011 forse si poteva ancora fare qualcosa.

Scelte suicide e criminali, invece, hanno decretato la nostra fine.

Il problema è solo cercare di capire le tempistiche della inevitabile ed ineludibile bancarotta.

A mio modesto avviso, considerando anche il quadro internazionale all’interno del quale siamo inseriti, questo avverrà gradatamente (salvo eventi esterni sconvolgenti quali guerre o crisi economiche di una certa rilevanza)

Ovviamente, basta un qualsiasi evento (tipo grexit) per accelerare questo processo.

Eurozone Exposure to Greece

La questione "pensioni" sulla quale dibattono tutti (me compreso) è l’esempio calzante del discorso che poi vi farò.

Il problema non è tanto cosa sia giusto o sbagliato (la riforma della Fornero..la sentenza della Corte…le decisioni di Renzi…), ma:

1) che lo Stato abbia deciso di non rispettare una sentenza (come poi possa pretendere che i suoi sudditi la rispettino è una cosa tutta da ridere…)
2) che lo Stato preferisca spendere miliardi in f35, tav, sprechi di ogni tipo piuttosto che adempiere ad una sentenza della propria giustizia
3) che l’Italia non abbia alcuna sovranità
4) che,per l’euro e le regole ad esso inerenti, non si abbia grandi margini di manovra
5) che, da oggi ancor più, nessun cittadino si potrà mai fidare di questo Stato

Lo Stato non ha (e soprattutto,non vuole spendere, 26 miliardi) e ha deciso di violare il patto sottoscritto con i propri cittadini.

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La mia opinione nel merito, la conoscete e, dunque, non sto a ripetermi.

Ed a nulla serve denunciare l’ennesimo voltafaccia di Renzi che cambia opinione… o come si stia rivendendo la mancetta (violando la sentenza della Corte) col #bonusPoletti

Da tempo hanno così martellato sulla "questione generazionale" (mentendo spudoratamente perchè per i giovani non stanno facendo un c…) che, ormai, anche i nostri vecchietti che se la meritano si sentono in colpa per prendere la pensioncina…

E’ lo stesso film che vedo quando si parla di salari dei giovani…

Ormai si è affermata la logica del "piuttosto che niente, meglio piuttosto…" non capendo che, questa logica è fallimentare e perdente…

Ho sentito anche miei amici e parenti fare dei discorsi che a me paiono "lunari" e questo significa che:

– o io non capisco un cazzo e mi sono fottuto il cervello
– o ormai hanno convinto anche le persone migliori del paese

Una gigantesca operazione di propaganda continua, un lavaggio del cervello a milioni di persone.

E vabbè…

Ma è solo una questione di tempo.

Ieri erano i contratti bloccati della Pa (e anche qui la Corte potrebbe a breve pronunciarsi).
Oggi le pensioni…
Domani sarà un altro capitolo.
Ormai é lecito tutto, anche che lo Stato non vi dia più i servizi per cui pagate le tasse…
Se domani diranno che non pagheranno gli stipendi perché non hanno i soldi, per non superare il 3% e bla bla bla…?
Altri diranno:”bene!” non capendo che,presto, arriverá anche il loro turno.

La questione "pensioni" è solo un esempio.

Stanno raschiando il barile, massacrandoci di tasse e impoverendoci solo per "allungare il brodo" (come dico da tempo)
Tutti sanno che l’ #ItaliaFALLITA non ce la puo’ fare.
E’ m-a-t-e-m-a-t-i-c-a-m-e-n-t-e impossibile.

E’ un progressivo impoverimento, un travaso di soldi dai risparmi-redditi dei cittadini alle casse dello Stato…
E il gioco regge anche grazie a Draghi, perchè non oso immaginare una prossima crisi.

Ma, è solo questione di tempo.

E al di là delle differenze nord-sud, guardate complessivamente, come Italia, dove ci posizioniamo.

Abbiamo un debito pubblico ormai fuori controllo e, al di là della propaganda, non c’è alcuna vera ripresa.

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E non a caso siamo tra i paesi "più rischiosi" al mondo….

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Forse, dopo averci messo prostituzione e droga…grazie al qe di Draghi…all’euro debole..al petrolio basso..all’expo…e a mia nonna in carriola…

prezzo petrolio

calo euro

….dicevo, forse, faremo un "piùzerovirgola"….

Ma in 10 anni abbiamo perso il 10% del Pil e un quarto della nostra produzione industriale (facendo peraltro peggio di tutti)

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La produzione industriale italiana aveva mostrato una tendenza a un moderato calo nel 2000-2005, seguito da una fase di crescita nel 2005-2008, con trend di crescita più limitato rispetto alla media della zona euro. Dalla metà del 2008 fino ad aprile 2009 la produzione industriale è crollata da un massimo di 106 ad un minimo di 78, analogamente a quanto accaduto in tutto il mondo con la crisi finanziaria internazionale. Dalla seconda metà del 2009 alla metà del 2011 la produzione industriale ha recuperato circa il 40% di quanto aveva perso, tornando successivamente a calare.

E, come vi dico da tempo, la decrescita (infelice) è cominciata tempo fa…(la crisi ha solo accelerato questo processo)

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Dinanzi a questi numeri impietosi, capite bene che solo un idiota puo’ pensare che il paese riparta.

Potrebbe rallentare la propria decrescita..ma non potrà cambiare l’inevitabile destino.

Puoi fare "il rimbalzo del gatto morto", ma la realtà è un’altra ed è questa….

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Quando sento parlare di ripresa, del fatto che "ormai cresciamo come la Germania" e di #italiariparte mi viene in mente questo grafico

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Ed anche questo…

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L’Italia, durante la crisi, ha perso oltre 300 miliardi…

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E ha fatto molto peggio di tutti gli altri paesi in Europa (eccetto la Grecia)

Il livello del PIL italiano, misurato su base trimestrale, ha conosciuto una fase di crescita dal 2000 fino al primo trimestre del 2008, pur con una fase di ristagno dal secondo trimestre 2001 al secondo trimestre 2003. Dal secondo trimestre del 2008 al secondo trimestre del 2009 si è concretizzata la più intensa fase di crollo del PIL dal dopoguerra ad oggi, seguita da una ripresa dal terzo trimestre 2009 al secondo trimestre 2011. Dal terzo trimestre 2011, il PIL ha subito un ulteriore calo, attenuatosi a partire dal secondo trimestre 2013.

La sola cosa da fare (non oggi, ma 3-4 anni fa) era fare una serie di misure schok e, anzitutto, ridurre la pressione fiscale.

Non è stato fatto nulla di quello che sarebbe servito perchè questo avrebbe voluto dire perdere il potere per la classe dirigente.

Infatti…

Collegamento permanente dell'immagine integrata

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Così, neanche troppo lentamente, gli italiani si sono impoveriti sempre più ed hanno imboccato la strada di non ritorno.

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Certo, c’è ancora un po’ di "grasso che cola" ed è lì che lo Stato continuerá a mettere le sue mani…

Tanto gli italiani (sempre più anziani) si bevono ormai qualsiasi cosa….

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Il sistema è destinato al collasso, come vi mostravo in un mio post.

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Per questo hanno mandato Renzi, signori: la versione cialtronesca di Monti e Letta.

Il suo compito è solo quello di garantire la stabilità del paese nei confronti della Ue, dei nostri creditori e dei mercati finanziari.

Il giorno che, per qualsiasi ragione, non dovesse più funzionare, lo sostituiranno coloro stessi che lo hanno piazzato lì.

Per questo tutto il sistema dei media è diventato una sorta di Istituto Luce, permanentemente in servizio per mistificare la realtà.

E’ in atto una manipolazione continua delle cose, una deformazione della verità.

Per questo stanno cambiando la costituzione e le leggi elettorali (in modo incostituzionale…)

E’ l’economia la struttura, il resto sovrastruttura, ricordate?

La strategia è chiara da tempo.

Ricordate Chomsky e le sue regole?

Ve ne riporto alcune…

La strategia della distrazione
L’elemento primordiale del controllo sociale è la strategia della distrazione, che consiste nel distogliere l’attenzione pubblica dai problemi importanti e dai cambiamenti determinati dalle élite politiche ed economiche, mediante la tecnica del diluvio, inondazione di continue distrazioni e di informazioni insignificanti. La strategia della distrazione è anche indispensabile per impedire che l’interesse pubblico si concentri sulle conoscenze essenziali riguardanti la scienza, l’economia, la psicologia, la neurobiologia e la cibernetica. "Mantenere l’attenzione del pubblico deviata dai reali problemi sociali, accattivandola con temi senza un’importanza reale. Mantenere il pubblico occupato, occupato, occupato, senza nessun tempo per pensare; di nuovo in fattoria con gli altri animali (citazione dal testo Silent weapons for quiet wars – Armi silenziose per guerre tranquille).

Creare problemi e successivamente offrirne le soluzioni.
Questo metodo è anche chiamato "problema-reazione-soluzione". Si crea un problema, una "situazione" che preveda una reazione nel pubblico, affinché questo diventi il richiedente stesso dei dispositivi che si vuole far accettare. Per esempio: lasciare che si svolga e intensifichi la violenza urbana, oppure organizzare sanguinosi attentati, in modo che il pubblico richieda leggi sulla sicurezza e politiche a scapito della libertà. Oppure: creare una crisi economica per accettare come un male necessario l’arretramento dei diritti sociali e lo smantellamento dei servizi pubblici.

La strategia della gradualità.
Per fare in modo che si accetti una notizia inaccettabile, basta applicarla gradualmente, col contagocce, per anni consecutivi. Questo è il modo con cui condizioni socio-economiche radicalmente nuove (neoliberismo) sono state imposte negli anni 80 e 90: lo stato minimo, privatizzazioni, precarietà, flessibilità, disoccupazione di massa, salari che non garantiscono un reddito dignitoso, sono tanti cambiamenti che avrebbero provocato una rivoluzione, se fossero stati applicati tutti in una sola volta.

La strategia del differire.
Un altro modo per far accettare una decisione impopolare è quello di presentarla come "dolorosa e necessaria”, guadagnando il consenso dell’opinione pubblica, sul momento, per la sua futura applicazione. E’ più facile accettare infatti un sacrificio futuro che uno immediato. Primo, perché lo sforzo richiesto è differito. Poi, perché il pubblico, la massa, ha sempre la tendenza a sperare ingenuamente che "tutto andrà meglio domani" e che il sacrificio richiesto potrà essere evitato. In questo modo il pubblico ha più tempo per abituarsi all’idea del cambiamento e di accettarla con rassegnazione, quando sarà il momento.

Tenere il pubblico nell’ignoranza e nella mediocrità.
Fare in modo che il pubblico sia incapace di comprendere le tecnologie e metodi utilizzati per il suo controllo e la sua schiavitù. "La qualità dell’educazione data alle classi sociali inferiori deve essere la più povera e mediocre possibile, in modo che il divario di ignoranza tra le classi inferiori e classi superiori resti impossibile da colmare per le classi inferiori" (ibidem).

Incoraggiare il pubblico ad essere compiacente con la mediocrità.
Promuovere l’idea che sia di moda essere stupidi, volgari ed ignoranti…

Rafforzare l’autocolpevolezza.
Far credere all’individuo di essere il solo colpevole della propria disgrazia, perché poco intelligente, poco capace, o perché non si è sforzato a sufficienza. Così, invece di ribellarsi contro il sistema economico, l’individua si svaluta e si incolpa, generando uno stato depressivo, ottenendo come effetto l’inibizione della sua azione. E, senza azione, non c’è rivoluzione!

Quante volte in questi anni vi hanno detto che "era necessario"?
Quante volte ognuno di noi, con la tattica del "meglio piuttosto che nulla" ha accettato di perdere salari, pensioni, servizi…. e si è quasi sentito in colpa? (spesso chi ha 1500 di stipendio si deve sentire come un privilegiato rispetto non solo a chi non ha un lavoro, ma anche a chi ha 1000 euro…)
Quante volte il sistema dei media ha occultato la realtà delle cose?
Ricordate il "principio della rana bollita" che vi mostravo mesi e mesi fa?

Mi fermo qui.

Il sistema non regge più, questa è la dura realtà delle cose.

Dell’Italia, nel giro di pochi anni, non resterà più nulla o quasi.

Preparatevi e siatene consapevoli.

ps: che poi chi chieda sacrifici sia solo un "pappone del vitalizio"
che la politica continui a sperperare soldi pubblici
che i partiti candidino mafiosi o nazisti
che le partite di calcio siano truccate
che in Siclia paghino 900 avvocati per riscuotere il 2% di tasse
etc etc

è solo il contorno ideale per un paese alla deriva e miseramente fallito.

Posted in: #NuovaResistenza