Il grafico che dimostra il fallimento dell’Italia

Posted on giugno 17, 2015 di


Anche in questo caso, vi lascio solo il mio hastag #ItaliaFALLITA (avendovi scritto queste cose da anni è del tutto inutile ogni altra mia parola)

Più degli slogan del premier Matteo Renzi e delle parole del ministro delle Finanze Pier Carlo Padoan, e più degli stessi dati macroeconomici che vengono diffusi dall’Istat, per capire meglio come sta l’Italia, sarebbe necessario dare un’occhiata a questo grafico di Bloomberg.

L’articolo pubblicato su Bloomberg ha un titolo poco rassicurante: "Sapevo che l’economia dell’Italia era in cattive acque, ma la verità potrebbe essere ancora più fosca".

Tom Keene scrive, riferendosi al grafico allegato: "Questo grafico mostra l’incapacità dell’Italia di crescere. Si tratta del prodotto interno lordo dell’Italia su base reale e su scala semi-log. In questo caso la pendenza è importante. E questa pendenza è preoccupante. Il livello è tornato infatti attorno all’anno 2000 (cerchio rosso). Di fatto, l’economia non è andata da nessuna parte per quindici anni. L’estrapolazione del trend mostra un gap enorme tra cosa potrebbe e dovrebbe essere l’Italia, e dove è invece ora".

L’articolo precisa: "L’analisi chiave, tuttavia, risiede in quello che (il grafico) non mostra: e non si tratta del focus su tutto quello che dicono i media e i fin troppi economisti, su base trimestrale (e sì, anche quello non è un bel grafico). Quello che non viene mostrato dalle analisi è la forza di inerzia (resistenza di un corpo a cambiare il suo stato di moto o di quiete, in fisica; mancanza di volontà, forza di abitudine in senso figurativo) del fallimento abietto dell’Italia". Insomma, quello che il grafico non mostra è la situazione statica del paese.

Non si guarda, insomma, al livello dell’economia. Ma cosa si intende per livello? Il giornalista lo precisa all’inizio dell’articolo, quando fa la differenza tra "flusso" e "stock".

"Gli americani amano guardare a quanto si muove nell’immediato e al presente, in chiave dinamica. Gli americani amano guardare ai flussi". I paesi del Vecchio Mondo, invece, si fidano maggiormente delle analisi statiche che fanno il punto della situazione su "dove ci troviamo ora".

Mervyn King, ex governatore della Bank of England, aveva parlato della necessità di analisi che si basassero su un "livello" e riconosceva il valore nel guardare alla posizione di una serie, piuttosto che al suo cambiamento.

Tornando al caso dell’Italia, il messaggio è dunque il seguente, come scrive Bloomberg.

"Così come nel caso nel peso massiccio del Cavour, la nave ammiraglia della Marina Militare Italiana, il livello ha un certo peso, che dice qualcosa di diverso rispetto alle dinamiche dei flussi. In questo caso, dice: "Bloccata e incapace di andare da qualche parte".

"Dovrei essere chiaro – conclude Kleene – Sapevo che la storia sulla crescita italiana era negativa. Uno sguardo al livello dell’economia dimostra che è ancora più fosca di quanto pensassi. Dunque, guardate a tutti i vostri grafici sui flussi. Ma per avere un quadro più attendibile, monitorate sempre voi stessi e considerate il livello di una serie temporale. (Lna)

Fonte: Bloomberg: I Knew Italy’s Economy Was Bad, but the Truth May Be Even Grimmer
via http://www.wallstreetitalia.com/

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