W LA GRECIA, W LA DEMOCRAZIA

Posted on giugno 30, 2015 di


E’ la mia tesi…ed è per questo che io appoggio il popolo greco e la richiesta di Tsipras.
Dire di sì, a queste condizioni, equivarrebbe a votarsi per sempre alla dannazione.
Sarebbe un suicidio.
E ricordate…”la Grecia é lo specchio dell’Italia che verrá”…é la nostra macchina del tempo…

Dire di no, non sarebbe la panacea di tutti i mali e, senza dubbio, i greci passeranno 1-2 anni tremendi (ed anche quelli a venire), ma, almeno, avrebbero UNA SPERANZA.

La Grecia è un problema politico, non economico.
I problemi veri sono Spagna, Italia, Francia.

L’Europa e gli Stati Uniti salvarono il popolo tedesco, reo di aver portato il mondo in una guerra mondiale con milioni di morti (dopo la prima guerra mondiale), reo di aver votato il nazismo, reo di aver bruciati vivi 6 milioni di ebrei nelle camere a gas.

E, alla Grecia sciupona e delle baby pensioni, si dice no…

Questa Europa che non trova una soluzione per un paese che vale l’1-2% del pil della Ue…
Questa Europa che, attraverso l’austerity, ha imposto sofferenze a tutti i popoli, senza ottenre alcun significativo risultato…
Questa Europa che uccide la “culla della nostra democrazia” occidentale…
Questa Europa che getta la Grecia nella disperazione e tra le braccia dei russi e dei cinesi…
Questa Europa che impone i vari Monti e Renzi e che umilia i popoli, salvando le banche…
Questa Europa che ormai ha paura del voto libero e democratico dei cittadini…

Questa Europa, con la sua moneta unica, fa schifo e prima si smantella e meglio è.

Basta a questa Europa di tecnocrati, burocrati, delinquenti.
Basta con queste cazzate degli Stati Uniti d’Europa
Basta con questo euro, mal congegnato e ingestibile senza alcuna Europa politica…

Per questo mi auguro che i greci votino OXI (NO)
Come hanno fatto nel 1940!

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W la Grecia, w la democrazia!

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L’illustre economista Joseph Stiglitz si schiera con i no al prossimo referendum sulle misure di rigore proposte dalle autorità europee alla Grecia in cambio di altri aiuti.

Un si alla nuova austerity vorrebbe dire “depressione quasi senza fine”, secondo il premio Nobel per l’economia. “Un no aprirebbe invece per lo meno la possibilità che la Grecia, con la sua tradizione democratica, possa essere padrona del suo destino”.
“Atene ha la chance di avere un futuro che, anche se non sarà prospero come il suo passato, sarà più ricco di speranza rispetto alla tortura senza scrupoli del presente”.

Stiglitz è convinto che la crisi del debito dell’area euro sia solo una questione di potere e non di soldi. “È sconvolgente che la troika abbia rifiutato di accettare la responsabilità per la crisi o di ammettere quanto erano sbagliate le sue previsioni e i suoi modelli economici”.

“Ma quello che è ancora più sorprendente è che i leader europei non hanno imparato dagli errori commessi. La troika chiede ancora che la Grecia raggiunga un avanzo primario budgetario (esclusi gli interessi sui pagamenti) del 3,5% del Pil entro il 2018”.

“Gli economisti di tuttoi l mondo hanno condannato tali obiettivi, definiti punitivi, perché raggiungerli vorrebbe dire inevitabilmente attraversare un ulteriore periodo di frenata economica.

Se i greci dicono si al target della troika, il paese resterà in una fase di depressione. Negli ultimi cinque anni di sforzi fiscali e strutturali, i costi umani sono stati estremamente alti.

“Bisogna chiarire poi una cosa: quasi nessuna parte dell’enorme ammontare di soldi dati in prestito alla Grecia è veramente finita nell’economia” ellenica. È stata invece utilizzata per ripagare i creditori privati, come le banche tedesche e francesi.

Il denaro c’è ma il problema è la volontà politica, secondo il Nobel. Perché i leader Ue si sono rigiutati di estendere di alcuni giorni la scadenza del rimborso del prestito all’Fmi? “L’Europa non è forse il fulcro della democrazia?”, si chiede retoricamente il professore di economia.

Evidentemente la risposta è negativa. “La maggior parte dei governi membri non ha nemmeno chiesto l’approvazione del parlamento prima di consegnare la sovranità monetaria alla Bce”.

Fonte: Project Syndacate

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