Quando i renziani erano contrari all’abolizione dell’Imu sulla prima casa

Posted on luglio 21, 2015 di


image

image

Scritto TUTTO mesi fa..
Non spreco tempo.

hanno-la-faccia-come-il-culo1.gif

Nel Partito democratico l’annuncio di Renzi all’assemblea Pd di voler abolire la tassa sulla prima casa impone un rapido "cambiaverso" alle proprie opinioni. Il "patto con gli italiani" lanciato dal premier sabato scorso dalla vetrina dell’Expo di Milano promette un taglio delle tasse: la prima imposta che sarà eliminata, ha promesso Renzi, sarà la TASI sulla prima casa. Vale circa 4 miliardi di euro, e la sua cancellazione è stata un cavallo di battaglia di Silvio Berlusconi e di Forza Italia. Non più, visto che il Partito democratico di Renzi l’ha fatta sua. Ma è sempre stato così? Pare di no.

"Che senso ha che io, con il mio reddito, non paghi l’Imu sulla prima rata?", si chiedeva l’attuale vicesegretario del Pd Debora Serracchiani il 26 novembre 2013 durante la trasmissione Ballarò. E in effetti la linea politica del Pd sull’Imu per la prima casa non è mai stata per una totale abolizione, ma più orientata a una rimodulazione progressiva che lasciasse invariata la tassa per i redditi più alti. Ora però si cambia verso, e anche tono.

Grazie a Letta approvato il primo punto del programma elettorale del PD: via l’IMU. O era quello del PDL? #whatdifferencedoesitmake?

— Francesco Nicodemo (@fnicodemo) 28 Agosto 2013

"Intervenire sull’Imu è una cambiale che si paga all’accordo con Berlusconi”, disse Renzi il 20 maggio 2013. Il premier, in realtà non si è mai detto completamente contrario all’abolizione della tassa sulla prima casa, anche se già nel 2011, come si legge dal programma della Leopolda, prometteva una "rivoluzione copernicana del sistema fiscale che riduca la pressione sul reddito personale e sulle imprese e la accresca sugli immobili e sulle rendite finanziarie".

L’eliminazione dell’Imu che oggi dal consigliere economico di Renzi Gutgeld viene definita un passo in un "percorso di riduzione delle tasse", veniva etichettata il 30 agosto 2013 (all’indomani dell’approvazione del decreto Imu del governo Letta) "un’operazione da Robin Hood alla rovescia, si prende ai poveri per dare ai ricchi, un cedimento alla destra populista". A parlare è sempre Gutgeld. Nella stessa intervista a Repubblica, il fedelissimo economista di Renzi disse anche che ”si tratta di un grave errore politico del Pd. Fino a martedì scorso abbiamo detto, con buon senso, che l’imposta andava ritoccata, ma comunque lasciata a chi è più ricco. Poi mercoledi’ c’è stata una marcia indietro inspiegabile".

In conf stampa su abolizione I rata #IMU: un favore ai ricchi e alla rendita #SEL pic.twitter.com/bdTGVWPBi7

— Ileana Piazzoni (@IleP) 4 Settembre 2013

Il 29 agosto 2013 Graziano Delrio, oggi ministro dei Trasporti, non era per nulla soddisfatto dell’approvazione del decreto: "Con l’Imu non abbiamo certo risolto i problemi del Paese. Non è il caso di usare toni trionfalistici. La gente continua a perdere il lavoro, non c’è molto da festeggiare", disse in un’intervista a Repubblica.

Il 10 dicembre 2013 l’attuale responsabile economico del partito Filippo Taddei parlava così dell’abolizione indiscriminata dell’Imu sulla prima casa: "In un Paese in cui il lavoro è tassato in questo modo, sei mesi dedicati a una tassa che in media vale 250 euro a famiglia sono tempo sprecato. Il Pd deve avere le idee chiare su quali sono le tasse da tagliare: quelle sul lavoro”. E anche Anna Finocchiaro, pochi giorni prima del via libera al decreto bocciò "l’abolizione totale dell’Imu sulla prima casa" perché "non sarebbe una misura utile al Paese".

Ma oggi l’abolizione totale della Tasi, figlia dell’Imu e nipote dell’Ici, sembra andar bene al Pd. Mentre Simona Bonafé, a marzo 2014 parlando a Ballarò, non era molto soddisfatta: "La Tasi è la figlia dell’abolizione dell’Imu voluta da Berlusconi". Non solo renziani della prima ora bocciavano l’abolizione per tutti della tassa: Ileana Piazzoni, a settembre 2013 quando era ancora deputata per Sel, prese parte a una conferenza stampa insieme al suo leader Nichi Vendola in cui definì l’abolizione della prima rata dell’Imu "un favore ai ricchi e alla rendita". Ha cambiato partito, chissà se ha cambiato anche verso.

Mi auguro che #Pd nei prossimi mesi riesca a far approvare dal Governo anche qualche sua proposta. #IMU

— Andrea Marcucci (@AndreaMarcucci) 28 Agosto 2013

Tornando ai renziani di ferro, chi ha sempre criticato la cancellazione della tassa è il successore di Renzi a Palazzo Vecchio Dario Nardella: "L’abolizione #imu si è rivelata una foglia di fico, non ha rafforzato governo. Abbiamo accettato la condizione posta da Pdl per la stabilità", twittava a settembre 2013. "Tutta questa euforia sull’abolizione dell’#IMU mi pare esagerata. Prima capiamo bene a quale prezzo la togliamo", Nardella dixit. E, a proposito di Nardella, Edoardo Fanucci (ribattezzato da alcuni "il nuovo Nardella"), fece un accaldato discorso alla Camera il 1°ottobre 2013: "Il decreto che ha cancellato la prima rata dell’Imu è un provvedimento recessivo, ritengo sia stato un grave errore".

Ma chi si è speso di più contro l’abolizione dell’Imu è il consigliere di Renzi per la comunicazione Francesco Nicodemo. Durante l’assemblea Pd ha rilanciato con tweet e retweet gli annunci del premier sull’Imu. Ma ad agosto 2013 la pensava diversamente. Come ben sanno i seguaci di Nicodemo, la sua antenna nel paese reale è il suo barista, Paolo. Dopo l’abolizione dell’Imu sulla prima casa da parte del governo Letta, con poche e semplici parole è riuscito a convincere Paolo, il suo barista, che il provvedimento tanto buono non era. Davanti a una tazza di caffé e al sorriso di Paolo, i miti consigli di Nicodemo inducono il suo interlocutore a rivedere le sue convinzioni: "In verità (con l’abolizione, ndr) le famiglie risparmiano in media nel 2013 qualche centinaio di euro che quasi sicuramente metteranno da parte, e che probabilmente ridaranno allo Stato con una nuova tassa che si chiama Service Tax".

Quindi è un "pacco", obietta Paolo. "Eh sì, Paolo, più o meno sarà così", risponde sconsolato il consigliere renziano. Che poi si chiede: "Quanti Paolo nel paese reale oggi sono stati convinti che l’abolizione dell’Imu sia un provvedimento equo? E quanti di loro saranno sorpresi quandro dovranno pagare la service tax? E quanti di loro saranno ancora più delusi dal Pd che aveva promesso equità e ridistribuzione durante le elezioni e oggi festeggia l’abolizione dell’Imu?".

Il 20 maggio 2013 sempre Nicodemo, durante la trasmissione Piazza Pulita, twittava: "Povertà disperazione disoccupazione, e noi parliamo di Imu. Andatevene a fanculo". Era incontenibile: "Vabbuò Napoletano tutto ‘sto discorso, e poi non dici che l’abolizione dell’IMU è una vaccata?". E ad agosto: "Grazie a Letta approvato il primo punto del programma elettorale del Pd: via l’Imu. O era quello del Pdl? What difference does it make?", chiudeva con un perfetto inglese. E poi, rilanciando l’intervento di Renzi a SkyTg24: "Renzi dice: ‘Parliamo di emergenza abitativa e di sfratti, basta parlare di IMU’. Questa è SINISTRA". Ora che invece a parlare di Imu è Renzi, resta solo una domanda: che cosa ne pensa Paolo, il barista?

Il mio intervento alla #Camera. Abolizione totale #Imu grave errore, risanare conti pubblica per i nostri figli. http://t.co/sxs6zP7fXK

— Edoardo Fanucci (@EdoardoFanucci) 1 Ottobre 2013

fonte: http://www.huffingtonpost.it/2015/07/20/renziani-abolizione-imu_n_7832002.html?1437399526&utm_hp_ref=italy

Posted in: #NuovaResistenza