Il bilancio dello Stato? Serve a ripianare le perdite sui derivati! I dati scovati da Unimpresa

Posted on agosto 31, 2015 di


Una vera e proprio “mina sulla finanza statale italiana”. Ammontano a quasi 40 miliardi di euro le perdite potenziali nei conti pubblici italiani legate ai derivati. A dirlo con la quasi matematica certezza è un’analisi di Unimpresa, che ha preso in considerazione le voci nei bilanci dello Stato che nell’ultimo anno sono aumentate di quasi il 30% arrivando a quota 36,8 miliardi. Il Centro studi di Unimpresa, sottolinea che la montagna di titoli finanziari ad alto rischio, cioè potenzialmente in perdita, è cresciuta in totale di oltre l’8% in un anno (dal 2013 al 2014) passando da 153 miliardi di euro a 166 miliardi in aumento di 13 miliardi. In piena crisi internazionale e con l’economia ancora piegata dalla recessione, “tutti i comparti del nostro Paese hanno visto crescere i pericoli legati ai prodotti d’azzardo”, è scritto nello studio.”L’aumento complessivo dell’esposizione in derivati in Italia – scrive Unimpresa – è legato soprattutto all’aumento di questo tipo di attività finanziarie all’interno dei bilanci dello Stato centrale dove risultavano, alla fine dello scorso anno perdite potenziali pari a 36,8 miliardi in crescita rispetto ai 28,7 miliardi dell’anno precedente: 8,1 miliardi in più in 12 mesi (+28,1%). Su anche i derivati "a rischio" delle banche, in crescita di 4,7 miliardi da 105,7 miliardi a 110,5 miliardi (+4,4%)”, continua Unimpresa.
”Da segnalare, poi, secondo l’analisi di Unimpresa basata su dati della Banca d’Italia, la sostanziale invarianza (+0,7%) dei derivati in perdita nelle amministrazioni locali: nei 12 mesi sotto la lente, le consistenze dei bilanci di comuni, province e regioni sono passate infatti da 1,26 miliardi a 1,27 miliardi, con un aumento di soli 9 milioni. Lieve incremento per i prodotti speculativi nei bilanci delle imprese: a fine 2014 l’ammontare è salito di 347 milioni a quota 7,6 miliardi rispetto ai 7,3 del 2013 (+4,7%). Nel comparto assicurativo e dei fondi pensione si è passati da 5,2 a 5,5 miliardi (+5,1%) in aumento di 269 milioni, mentre il resto degli intermediari finanziari ha registrato una crescita di 164 milioni (+3,5%) da 4,6 miliardi a 4,8 miliardi”. ”Quanto alle amministrazioni centrali, la massa di derivati potenzialmente in perdita è arrivata a quota 36,8 miliardi: in un anno è dunque salita di 8,1 miliardi(+28,1%) rispetto ai 28,7 miliardi di fine 2013. In totale, i derivati del settore pubblico e del settore privato pesano 166,6 miliardi e sono saliti negli ultimi 12 mesi di 13,6 miliardi dai 153,1 miliardi precedenti con un incremento dell’8,9%”, continua Unimpresa.

FONTE: http://www.controlacrisi.org/

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