Le inutili elezioni greche

Posted on settembre 21, 2015 di


La sola cosa che si doveva attendere dalle elezioni greche era la seguente: Tsipras avrebbe governato anche con Nd oppure no?

Il resto, è fuffa.

La nuova Syriza, con buona pace di Brigate di sinistra in pellegrinaggio ad Atene, di Vendola e altri “sfigati” simili fuori dalla storia, ha preso il 35% del 50% che si è recato alle urne (vi ricorda qualcosa?)

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La nuova Syriza, depurata da estremisti, ormai presentabile agli occhi della Trojka, in sostanza vince con circa il 18% del consenso degli aventi diritto al voto (vi ricorda qualcosa?)

Ora Tsipras, con lo stesso governo di prima (ma senza “rompiballe interni”) dovrà applicare quelle “riforme” che circa 12 mesi fa contestava e per le quali aveva addirittura chiesto un referendum.

Colui che doveva da sinistra rivoluzionare questa Europa, varerà le misure di austerità richieste.

Si veda per chi hanno votato i disoccupati in Grecia.

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Vi ricorda qualcosa?

Syriza ha preso solo il 12,9%, segno che Alexis ora è votato da un altro elettorato (vi ricorda qualcosa?) e che degli “ultimi” se ne puo’ anche infischiare..

La Grecia ormai non conta assolutamente più nulla: è stata anestetizzata.

Infatti, i giornali non ne hanno parlato in queste settimane e le borse se ne strafottono.

In passato, al cospetto di una “Grecia contagiosa-pericolosa” i mercati si sarebbero sparati un 2-3% minimo (Atene anche il 7%)

Ora, nulla.

Segno inequivocabile che:

– Alexis farà quanto concordato
– La Grecia non conterà un cazzo (già contava poco prima, col 2% del pil europeo, figuratevi ora…)
– il “pilota automatico” ancora una volta ha funzionato

Pur nella diversità, sono molte le lezioni da prendere dal “caso greco”:

– come scritto da tempo: questa Europa non verrà mai cambiata “da sinistra”, anzi…

– le elezioni sono ormai pesantemente condizionate da riforme istituzionali (vedi italicum e abolizione del senato elettivo) tese a togliere potere di decisione ai cittadini e da diktat europei

– le elezioni nazionali, in un contesto europeo simile, saranno sempre più determinate altrove…

La possibile “protesta” (il 50% di astensionismo ) è stato condotto sapientemente verso “il non voto” e non trova una offerta politica in grado di riportarla alle urne.

Per i partiti di opposizione, vincere in queste condizioni, è difficile, se non impossibile.

Chiamasi Pd o Syriza (ma anche Neo Democratia o Partido Popular): se hai l’appoggio dei media, dei poteri forti, della Trojka e se devi “controllare” solo il 50% dei votanti, non è molto difficile riconfermarsi al governo.

Pensateci: tra appoggi economici-istituzionali, rendite di posizione dovute al fatto di stare al governo (e di avere il “portafoglio” dal quale attingere), supporto dei media…basta avere il tuo elettorato di base (quelli che tanto ti votano comunque lo stesso), accontentare alcune caste-corporazioni, “pescare” qualcosa dall’altra parte et volià…

Questo vale ancor più quando all’opposizione si sono partiti poco credibili, senza programmi alternativi e, sopratutto, divisi.

In chiave italiana: già sarebbe difficile sconfiggerlo, il Cazzaro, ma senza un possibile dialogo M5s-Lega, ci terremo Renzi (con, a turno, i vari trasnfughi, verdiniani, ncd e berluscones) per moltissimi anni.

ps: la vera opposizione ai vari Tsipras e Renzi la farà l’economia, comunque

Posted in: #NuovaResistenza