Lo strano caso della Volkswagen

Posted on settembre 23, 2015 di


Come scrivevo su twitter, questo “scandalo” mi puzza un po’, sia per le tempistiche, sia per le modalità.
E qualche domanda credo sia giusto porsela.

Casualmente la notizia dell’inchiesta delle autorità americane è arrivata durante il Salone di Francoforte, dove Volkswagen esibiva il suo volto migliore – nuovi modelli e più ecologici – e dopo aver chiuso il semestre inaugurale del 2015, per la prima volta nella storia, in testa alla classifica di vendite grazie al sorpasso a spese di Toyota.

Secondo, la notizia bomba poi è arrivata solo a quattro giorni di distanza dall’appello, lanciato proprio dal Salone dell’auto, di Angela Merkel all’industria automobilistica tedesca per fornire prospettive professionali per i migranti. La Merkel, parlando davanti ai vertici delle principali case automobilistiche tedesche, sottolineò che ”il settore è il principale motore dell’economia tedesca e contribuisce alla crescita dell’occupazione. Grazie all’industria dell’auto, abbiamo una crescita buona e stabile in Germania”. Sgradevole per chi, come il settore automobilistico Usa, non sta vivendo proprio un momento magico, anche proprio per la brillantezza teutonica e che non potrà godere della manodopera a basso costo su cui Berlino potrà invece contare nei mesi a venire

Credo si tratti di una battaglia economica tra grandi potenze.

Inoltre, anche se non sono affatto un esperto, ritengo che TUTTE le case automobilistiche tarocchino i dati.
E la cosa è ribadita da affidabili testate giornalistiche del settore.

Insomma, la cosa era assai nota.

In particolare, tutte le case automobilistiche (TUTTE) hanno barato e questo lo hanno fatto ancor di più con lo scoppio della crisi economica.

Barano praticamente tutte le case

Un altro report, dell’International Council on Clean Transportation (vedi altro allegato in basso). mostra come le case automobilistiche, tutte, senza distinzione, ‘barino’: BMW-Audi dichiara consumi in media del 30% inferiori al reale, Mercedes del 26%, Fiat del 24%, Peugeot-Citroen del 16%, Toyota del 15%. E negli anni sono diventate sempre più brave ad ‘imbrogliare’. I dati dichiarati sono sempre più lontani da quelli rilevati nella vita reale: nel 2001 lo scostamento medio era del 10%, nel 2011 è diventato del 25%.

Il report , probabilmente il lavoro più completo tra i diversi usciti sul tema, mette a confronto i dati dichiarati dalla case con un ampio set di rilevazioni nella vita reale elaborato da compagnie di leasing, riviste specializzate e associazioni dei consumatori. Un confronto che ottiene un risultato ben sintetizzato dal grafico, dove il valore 100% indica i dati dichiarati dalla case e le linee colorate sono quelli ottenuti dalle diverse rilevazioni indipendenti su strada.

Come si vede, il divario tra prestazioni reali e prestazioni dichiarate si è allargato soprattutto tra il 2007 e il 2008 anno in cui l’UE ha introdotto obiettivi vincolanti per ridurre le emissioni del parco auto e in cui diversi paesi sono passati a sistemi di tassazione basato sulla CO2 rilasciata per km percorso. E tutte le case – vedi secondo grafico – oggi forniscono dati molto più inattendibili che in passato:

I grafici sono tratti da qui.

Che tutto sia “strano” lo ribadisce oggi un quotidiano tedesco Die Welt, sostenendo che non solo il governo di Angela Merkel era al corrente, ma anche Berlino 2 (Bruxelles) era informata dei fatti.

Sia il governo tedesco sia la Commissione europea sapevano dell’esistenza di sistemi che avrebbero potuto aggirare i controlli sulle emissioni dei gas di scarico delle automobili e non sarebbero intervenuti con la dovuta tempestività.

Il quotidiano tedesco cita la risposta del ministero dei Trasporti tedesco ad una interrogazione dei Verdi del 28 luglio scorso, in cui, secondo Die Welt, si evinceva che il governo fosse a conoscenza dell’esistenza di questi meccanismi. Al ministero dei trasporti – scrive il quotidiano – era quindi chiara l’esistenza della ‘tecnica di spegnimento’, cioè in gergo tecnico il riconoscimento del test. Nella risposta veniva riportata la seguente affermazione: “Il governo federale sostiene lo sviluppo di una normativa europea che abbia come obiettivo principale quello di ridurre ulteriormente le reali emissioni dei veicoli”. L’accusa del quotidiano è che sia il Governo tedesco sia Bruxelles sapevano dell’esistenza di sistemi che avrebbero potuto aggirare i controlli sulle emissioni dei gas di scarico delle automobili e non sarebbero intervenuti con la dovuta tempestività. –

E del resto, era dal 2013 che si sapeva quanto Angela Merkel (dietro finanziamenti) perorasse la causa delle auto “crucche” in Europa…

Dunque, a mio modesto avviso, la vera domanda da porsi è: perchè esce solo ora fuori questo scandalo?

In pratica:

– tutte le case automobilistiche barano
– il governo tedesco sapeva (e appoggiava)
– L’Europa sapeva
– il Mondo sapeva

Qui ci sono in ballo miliardi, tantissimi miliardi.

Non solo quelli (6-18) derivanti dalle multe che arriveranno.
Non solo quelli “bruciati” in borsa (circa 27 mld con un crollo del 37% in due giorni)
Non solo quelli relativi al danno di immagine della casa automobilistica.
Non solo quelli al “made in Germany”.

Stiamo parlando della più grande azienda della più grande potenza europea.

Ultima considerazione: ho sempre detto e sostenuto che la Germania abbia imposto all’Europa attraverso la moneta unica il suo dominio.
Ho sempre sostenuto che i tedeschi abbiano costruito una gabbia “politica” all’interno della quale relegare i Piigs a ruolo di comprimari da saccheggiare ed ai quali imporre il loro modello (oltre che Quisling come Renzi)
Ho sempre mostrato quali vantaggi i crucchi abbiano ottenuto.

Tutto questo, però, non mi impedisce di rifuggire da sterili letture italiote della vicenda e dal tifo da stadio che in Italia ne è scaturito (“anche i tedeschi rubbbano come noi”, “ecco i maestrini”, etc, etc)

Semplicemente, credo che la Germania debba stare attenta.
Potrebbe perdere la sua terza guerra mondiale.

-:)

ps: o insabbiano tutto (e allora era solo un “avvertimento alla Germania”) o qui di merda ne verrà fuori ancora parecchia..

Posted in: #NuovaResistenza