La manovra di Renzi col segno più, i sondaggi col segno meno

Posted on ottobre 16, 2015 di


Qui la manovra (annunciata) nei punti più “salienti”.
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Qui i tweet con i quali è stata presentata e divulgata.

VIA LE TASSE SULLA PRIMA CASA: dopo gli 80 euro e l’Irap un altro segno di fiducia per gli italiani.

INTERVENTO STRAORDINARIO SULLE CASE POPOLARI: ci preoccupiamo di chi arranca.

SUPERAMMORTAMENTI: chi investe nell’azienda ammortizza al 140%, anziché al 100%. Uno sconto per chi ci crede, da subito.

UN PAESE PIU’ SEMPLICE: semplificare le misure per il contante, per le partite Iva, per i lavoratori autonomi.

UN PAESE PIU’ GIUSTO E LOTTA ALL’EVASIONE: PAGARE MENO, PAGARE TUTTI. Lotta a evasione con digitalizzazione e Canone Rai a 100 euro

UN PAESE PIU’ ORGOGLIOSO: 1000 ricercatori, 500 cattedre universitarie speciali, 500 assunzioni nella cultura.

TAGLIO IRES: dal 2017 al 2,4%.

COMUNI LIBERI DI SPENDERE I SOLDI IN CASSA: per strade, scuole, marciapiedi, giardini.

RISPOSTE PER IL SUD, NON PROCLAMI: 450 milioni per chiudere la ferita della Terra dei Fuochi. Fondo di garanzia per Ilva per superare la crisi e stanziamento definitivo per la Salerno Reggio Calabria.

TORNARE ALLA TERRA: Via Imu agricola, via Irap agricola, semplificazione burocratica.

PIU’ SOCIALE: 400 milioni sul fondo, legge per il dopo di noi, aumenta il servizio civile.

PRIMA MISURA ORGANICA CONTRO LA POVERTA’: soprattutto per i minori. Con comuni, terzo settore e fondazioni, insieme.

FONDO SANITA’: 109 MILIARDI UN ANNO FA, 110 OGGI. Saranno 111 nel 2016. Più soldi, ma spendiamoli meglio.

COSTI STANDARD PER TUTTI: trasparenza totale sui prezzi

LO STATUTO DEI LAVORATORI AUTONOMI: finalmente una misura organica, fisco e nuove tutele.

PENSIONI. PRIME MISURE DI SOSTEGNO: no tax area, opzione donne, salvaguardia, part-time

SPESE INFORMATICHE: comprare meno prodotti, usare meglio i dati. Rivoluzione digitale fa risparmiare.

PARTECIPATE. DA 8.000 a 1.000: tetto ai dirigenti, riduzione poltrone, trasparenza dei dati.

PERSONALE P.A. QUALITA’ TRASPARENZA NELLA SELEZIONE: premiare efficienza e merito

COMUNI: hanno più soldi per investimenti, più costi standard

CITTA’ METROPOLITANE, NESSUN TAGLIO. Province, prosegue taglio, ma salve strade e scuole.

CLAUSOLE SALVAGUARDIA AZZERATE NEL 2016: no aumento Iva, no aumento accise.

PIU’ SOLDI A CHI CONTRATTA SU PRODUTTIVITA’ E WELFARE. Piccole imprese: giù l’Irap, anticipo rimborso Iva per crediti non riscossi.

ANCORA SGRAVI A CHI ASSUME: meno di prima però, affrettarsi prego.

A parte che bisognerà attendere il testo definitivo per fare una valutazione complessiva, alcune cose possiamo però dirle.

E’ una manovra fatta di slogan, mentre la sostanza è tutta da verificare (passare da 8.000 partecipate a 1.000, per esempio…)

L’impostazione è di chiara matrice elettoralistica (in previsione delle amministrative e, perchè no, incassate la cd “riforma” del Senato e sull’Italicum, anche di quelle politiche…)

Il fatto che sia stata propagandata con 25 twit e slides rientra nello stile cazzaro del Premier, modus operandi che piace all’italiano medio del bar sport sotto casa.

Le coperture?

Boh…

Se volessimo fare una sintesi: è una manovra che è incentrata su 2 cose:

– il rinvio delle clausole di salvaguardia (17 miliardi)

– il taglio delle tasse sulla casa ed imu agricola (5 mld)

Il resto sono cazzatine prive di significato, ad uso e consumi di commentatori annoiati e di giornalisti che devono farci i loro talk (che nessuno guarda più).

Tutta in deficit, con l’alta probabilità di veder aumentare il nostro mostruoso debito pubblico.

Non si prevedono riforme da legare alla manovra.

Non c’è alcuna spinta propulsiva, ma solo una difesa dello staus quo.

Nessun coraggio, solo 1-2 cose da sbandierare in chiave elettorale.

E’ una manovra di stampo “politico”.

Renzi, in un solo colpo, toglie una delle tasse più odiate dagli italiani e sfonda nell’elettorato tradizionalmente di centrodestra, cavalcandono 2-3 temi forti.

Solo briciole ai lavoratori-dipendneti pubblici-pensionati.

Il tanto atteso taglio dell’Ires andrà quasi sicuramente posticipato al 2017.

Di questa manovra, salvo 2 cose per coerenza con quanto da me sostenuto in questi anni:

– l’eliminazione del limite all’utilizzo dei contanti (portato da 1.000 a 3.000 euro) perchè, come sapete, ripeto da almeno 3 anni che non esiste alcuna correlazione tra “nero” ed utilizzo del contante

– l’eliminazione della patrimoniale sulla casa (anche se toglierla anche a case di lusso e, addiritttura, ai castelli, mi pare fuori dal mondo) per 2 ragioni essenziali:

a) il patrimonio degli itlaioti è per la gran parte congelato nell’immobiliare che in questi anni ha preso solo bastonate;

b) perchè il settore immobiliare (come ha spiegato Ricolfi più volte) puo’ essere trainante per una qualche forma di ripresa

Per il resto, siamo agli slogan, alla mancette…

Ad esempio: parlare di una Pa efficiente, dove, finalmente, sia la meritocrazia a trionfare e stanziare la bellezza di 5 euro mensili per ogni dipendente, che senso ha?

E il fondo contro le povertà? Pare di 400 milioni (ed una parte andrà al servizio civile). Qulacuno mi spiega cosa ci fai con 400 ml, pari ad 1/10 dei soldi spesi dal Milan questa estate per Bertolacci e Romagnoli?

Tralascio ogni commento sul Canone Rai in bolletta: si tratta di una follia e, peraltro, è del tutto evidente la sua incostituzionalità.

E i tagli promessi da 10 miliardi?

Forse ce ne saranno 5.

Insomma, è vero che con i vincoli esterni sarebbe comunque dura per tutti, ma quella presentata da Renzi è una manovra misera e mediocre.

I problemi sono solo rimandati (forse dopo essere passato all’incasso con elezioni anticipate…)

Nel 2017 andranno trovati oltre 25 mld per le “clausole di salvaguardia”.

Domanda semplice, semplice: dove cazzo li prenderà il ducetto di Rignano?

La manovra è tutta incentrata sul segno “più”…

Ma i sondaggi pare siano contrassegnati sempre più dal segno “meno” (motivo per il quale il cazzaro, supportato da Bella Napoli, vorrebbe rivedere l’Italicum…)

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Il Premier parla di fiducia, peccato che 7 italiani su 10 dicano di non vedere alcuna ripresa.

Per tali ragioni, parlo da settimane del fatto che, a modesto avviso del sottoscritto, nel 2016 non sono da escludere le elezioni anticipate.

Qualora a livello globale l’economia rallentasse ancor più (non parlo di scoppio di “bolle” perchè in tal caso Renzi sarebbe politicamente morto) e le banche centrali non intervenissero più, Renzie potrebbe essere tentato dal “tutto per tutto”, consapevole che le palle raccontate in questi mesi avrebbero sempre più le gambe corte.

Passerebbe all’incasso politico (contando sulla conclamata idiozia degli italioti a votare simili cialtroni) in un contesto economico sempre più difficile e con un paese sull’orlo della bancarotta.

 

ps: come possa una clausola per i migranti finanziare un taglio delle tasse (peraltro permanente/strutturale) lo sa solo Renzi. Via verse alte vette di dadaismo (cit. @thmanfredi)

Posted in: #NuovaResistenza