La Chiesa costa all’Italia 6,4 miliardi. E’ giusto?

Posted on novembre 10, 2015 di


Ieri sera un servizio delle Iene denuncia quanto già si sapeva sulla vita di Cardinali e Chiesa, ovvero di coloro che “predicano bene,ma razzolano male”.

Attici di 300-400 mq, stipendi di oltre 5000 euro al mese, vizi di ogni tipo.

Il tutto pagato dallo Stato (italiano) o attingendo alle offerte dei poveri (e coglioni)

le-iene-cardinali-case

Ora, io non discuto chi liberamente vuole donare i propri soldi per mantenere questi signori.

Del resto ci sono coglioni che pagano 2 euro per votare alle primarie di partiti, perciò è assolutamente lecito che ognuno sperperi il proprio denaro come meglio crede.

Non capisco, però, perchè milioni di italiani debbano mantenere questa Chiesa.

6,4 miliardi non sono pochi.

In un momento di estrema difficoltà per il nostro paese, forse sarebbe opportuno rivedere un po’ di cose…

E dove è finito il voto di povertà?

Matteo 19,16-30

Ed ecco, un tale si avvicinò e gli disse: «Maestro, che cosa devo fare di buono per avere la vita eterna?».Gli rispose: «Perché mi interroghi su ciò che è buono? Buono è uno solo. Se vuoi entrare nella vita, osserva i comandamenti».1Gli chiese: «Quali?». Gesù rispose: «Non ucciderai, non commetterai adulterio, non ruberai, non testimonierai il falso,onora il padre e la madre e amerai il prossimo tuo come te stesso».Il giovane gli disse: «Tutte queste cose le ho osservate; che altro mi manca?».Gli disse Gesù: «Se vuoi essere perfetto, va’, vendi quello che possiedi, dallo ai poveri e avrai un tesoro nel cielo; e vieni! Seguimi!».Udita questa parola, il giovane se ne andò, triste; possedeva infatti molte ricchezze.

Gesù allora disse ai suoi discepoli: «In verità io vi dico: difficilmente un ricco entrerà nel regno dei cieli.Ve lo ripeto: è più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio».A queste parole i discepoli rimasero molto stupiti e dicevano: «Allora, chi può essere salvato?».Gesù li guardò e disse: «Questo è impossibile agli uomini, ma a Dio tutto è possibile».

Ora…

Perchè un cardinale deve guadagnare oltre 5000 euro?

Perchè c’è l’esenzione da ogni tributo allo Stato?

Perchè devono avere il canone Rai ridotto?

Perchè non devono pagare l’imu?

Perchè non si fa chiarezza sull 8 x 1000 ?

le-iene-cardinali-benefit

ps: faccio presente che:

a) ho profonda stima e rispetto per quella parte di Chiesa che fa, invece, onestamente il proprio lavoro, spesso anche sostituendo le carenze del nostro Stato e aiutando chi è in difficoltà

b) i miei figli frequentano l’oratorio per giocare e fanno religione a scuola

le-iene-cardinali-robert

Le Iene fanno le “pulci” ai Cardinali parlando delle loro abitazioni. Gaetano Pecoraro ha intervistato diversi porporati chiedendo loro conto di proprietà del Vaticano abitate a canone zero, o fortemente ribassato, case grandi centinaia di metri quadri con vista San Pietro. Il tutto mentre Papa Francesco vive a Palazzo Santa Marta, stanza 201, in 50 metri quadri.

Gaetano Pecoraro racconta che i soldi versati dai fedeli in offerte sono destinati in parte ai beni immobili del Vaticano, Vaticano che a Roma possiede uffici e negozi tutti in zone di pregio oltre che palazzi come San Callisto a Trastevere, Palazzo Monaldeschi, sede dell’ambasciata spagnola, Palazzo Sant’Uffizio. Gaetano Pecoraro, grazie all’aiuto di Gianluigi Nuzzi, spiega che le case sono gestite da Apsa e Propaganda Fide e queste, con l’Apsa in perdita, sono mantenute coi soldi presi dall’Obolo di San Pietro, le donazioni che il Papa fa ai poveri.

Lo schema è semplice: Presi 10 euro dell’Obolo di San Pietro, sei vanno a coprire i conti in rosso della curia, due finiscono in un conto corrente mentre solo due euro vanno effettivamente in beneficenza. E oltre a queste agevolazioni i cardinali, che possono godere di uno stipendio mensile di 5.000 euro, hanno anche un’altra serie di benefit come 400 litri di carburante. E se viene fatto notare che Francesco vive in una casa di 50 metri quadri, un Cardinale risponde che comunque si sta pagando la manutenzione di Palazzo Apostolico, la residenza papale in Vaticano, e che sono stati spesi 200.000 euro per blindare la 500 del Papa usata nel viaggio statunitense.

fonte: giornalettismo.it

 

Ci sono gli stipendi per i 200 cappellani militari, oltre 10 milioni di euro l’anno, e le relative pensioni commisurate al grado: a fine servizio i generali di corpo d’armata, come il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza episcopale italiana, maturano quasi 4 mila euro mensili, per un totale di 7 milioni l’anno di spesa. In totale la previdenza pagata dallo Stato italiano ai dipendenti del Vaticano, ai loro familiari e al clero (tramite il Fondo Inps apposito, che non è stato toccato dalla riforma Monti-Fornero e ha un passivo da 2,2 miliardi) ammonta a 85 milioni l’anno.

C’È L’ESENZIONE da qualsiasi tributo verso lo Stato di dignitari e salariati del Vaticano attivi nel territorio italiano, e l’esenzione fiscale e doganale, di sapore medievale, di cui beneficia l’organizzazione cavalleresca, dipendente dalla Santa Sede, Sovrano militare Ordine di Malta: in tutto fanno mancati introiti per il fisco italiano di 45 milioni l’anno. Ci sono 15 milioni di contributi all’editoria e alla stampa cattoliche, compreso il credito d’imposta del 10% sull’acquisto della carta, contributi straordinari come i 5 milioni spesi per la beatificazione di Karol Wojtyla a Roma e i 25 milioni per l’elicottero messo a disposizione di papa Benedetto XVI.

MA CI SONO anche voci minori, per quanto curiose, come il milione e mezzo di euro speso per cerimonie di culto in orario di lavoro nelle amministrazioni pubbliche, i 426 mila euro stanziati dal ministero dell’Istruzione, come fondi per la ricerca scientifica, in favore della Fondazione Scienze Religiose Giovanni XXIII, o il canone Rai ridotto agli apparecchi degli istituti religiosi, sconto che vale un danno erariale di circa 370.000 euro. Sono solo alcune delle oltre 50 voci che, con meticolosa diligenza, ha messo insieme l’Uaar, unione degli atei e agnostici razionalisti, per calcolare quanto costa la Chiesa ai contribuenti italiani. La cifra complessiva che ne viene fuori è colossale: 6,4 miliardi di euro l’anno. Più di quanto basterebbe per evitare i tagli annui alle Regioni nel triennio 2017-2019 stabiliti nella manovra finanziaria.

LE CIFRE, spiega l’Uaar, sono in molti casi delle stime: “Nessuno è al corrente della precisa entità dei fondi pubblici e delle esenzioni di cui beneficia la Chiesa cattolica nelle sue articolazioni. Non la rendono nota né la Conferenza episcopale italiana, né lo Stato”, ma abbiamo cercato di fare le stime più attendibili e accurate possibile, citando le fonti e utilizzando metodologie trasparenti”. Le voci più consistenti nell’elenco sono anche quelle su cui si dibatte da tempo: l’otto per mille dell’Irpef, sulla cui gestione, poco trasparente, si è pronunciata nei giorni scorsi anche la Corte dei conti, i finanziamenti alle scuole cattoliche e le imposte immobiliari. Dal versamento dell’otto per mille del gettito Irpef (di cui circa il 60% proveniente da scelte non espresse dai contribuenti) arriva nelle casse della Chiesa quasi un miliardo. Da notare che molto meno di un terzo di questo fiume di denaro è destinato ad attività assistenziali e caritatevoli.

PER L’INSEGNAMENTO della religione cattolica nelle scuole, invece, nel 2015 si sono stanziati 1,2 miliardi; mentre 900 milioni sono stati stanziati in favore delle scuole cattoliche, compresi i contributi degli enti locali e una quota dei 66 milioni di detrazioni previsti dalla riforma della “buona scuola” per le scuole paritarie.

C’È INFINE il capitolo delle imposte sugli immobili. Il patrimonio immobiliare della Chiesa è stimato in 2.000 miliardi di euro. Di oltre 600 milioni è la stima del mancato pagamento di imposte annue sulle proprietà in cui si esercitano attività commerciali. Solo a Roma è della Chiesa un albergo su quattro e ad evadere le imposte, secondo un conteggio fatto per la prima volta dalla giunta Marino (iniziativa che non ha contribuito alla popolarità del sindaco presso la Santa Sede) sono il 40% delle strutture. L’arretrato per tali beni, tra Ici, Imu, Tasi e Tari, secondo l’Agenzia delle Entrate nella Capitale ammonta a 19 milioni di euro.

Marco Maroni – il Fatto Quotidiano 6.11.2015

Posted in: #NuovaResistenza