Tassi a -6% e abolizione dei contanti: contenti voi…

Posted on novembre 17, 2015 di


Mentre le borse se ne strafottono degli attentati, anzi….
Mentre Valls dice che, essendo in guerra, sforerà il deficit….
Mentre Hollande appellandosi al Trattato assume 8.500 persone per migliorare la sicurezza…

[io penserò male e farò peccato, ma spesso ci ho azzeccato…Là dove non ce l’hanno fatta le Banche Centrali, ce la farà Isis o qualche bella guerra?

La guerra da sempre porta:
 
– misure espansive
– l’unità contro nemici esterni
– occupazione
– stimolo alla produzione industriale (non solo militare, perchè se va in guerra devi fare auto, aerei, cibi per soldati, vestiti, computer, etc, etc)
– permette una sorta di riqualificazione industriale
 
E dopo ogni guerra….. il pil sale!]

Ecco arrivare 2 notizie che vi dimostrano quanto dico da tempo.

Ma voi continuate a pensare che lo sporco utilizzo dei contanti sia cosa da sporco evasore e che, invece, chi proponga l’eliminazione (in primis banche) siano dei santi.

C’è una riflessione che gira nel mondo finanziario, ma che nessuno vuole urlare: i Quantitative Easing, ovvero le manovre con cui le banche centrali immettono migliaia di miliardi di dollari, non funzionano….

In realtà la ripresa non ha ridato fiducia e non ha fatto ripartire i consumi, come si immagivava. E anche la voce “lavoro” lascia parecchi interrogativi: 1) quasi un americano su due è senza un posto fisso, il 5% di disoccupati si riferisce solo a coloro che nell’ ultimo mese si sono iscritti alle liste di collocamento. 2) il tasso di partecipazione al lavoro infatti è lo stesso del 1979. 3) Gli stipendi reali dei lavoratori americani sono inchiodati, nonostante l’ inflazione – ecco il vero indicatore della ripresa solo sulla carta – sia lontana da quel 2%, universalmente riconosciuto come un parametro di salute economico-finanziaria.

Anche in Europa non va così bene, nonostante il Qe varato a marzo da Mario Draghi e la promessa di un raddoppio delle forze – più titoli comprati dalla Bce – non sembrano scaldare più di tanto l’ economia reale. Nel Vecchio Continente, come dall’ altra parte dell’ Atlantico, aumentano i senza lavoro cronici e il fattore immigrati per ora non può essere considerato come una risorsa. Semmai, l’ ingresso degli stranieri nel tessuto economico abbasserà ulteriormente gli stipendi reali.

Il problema in generale è il solito: non girano i soldi. Non spingono gli investimenti e, di conseguenza, i posti di lavoro certi, indispensabili per garantire più consumi. Come direbbe Platone quello che succede nel mondo delle idee – mercati finanziari – non arriva al mondo delle cose, cioè la vita di tutti i giorni.

In tutto ciò aumentano quindi le sofferenze delle banche, non solo italiane.

Ed ecco la soluzione ai problemi proposta dai guru di Wall Street: abolire i contanti.
Il chief economist di Citigroup, Willem Buiter, è convinto che gli Stati Uniti debbano imporre tassi di interesse ancora più bassi per far arrivare i soldi all’ economia reale. Per lui è necessario un tasso di interesse del -6% a una condizione che il governo abolisca i contanti, altrimenti il piano non può funzionare.

Perché infatti se Fed e Bce decidessero questa estrema misura di cui si sta parlando, c’ è il rischio di una fuga dei risparmiatori dalle banche, dove un conto di 100.000 dollari varrebbe 94.000.

fonte: http://www.liberoquotidiano.it/

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