La ripresa che non c’è

Posted on novembre 26, 2015 di


Vedo segnali di ripresa!

Vedo segnali di ripresa!

Ecco cosa ci dice l’Istat:
A settembre il fatturato dell’industria, al netto della stagionalità, registra una leggera flessione (-0,1%) rispetto ad agosto, sintesi di una variazione positiva (+0,6%) sul mercato interno e di una negativa su quello estero (-1,6%).

Nella media degli ultimi tre mesi, l’indice complessivo diminuisce dell’1,6% rispetto ai tre mesi precedenti (-1,9% per il fatturato interno e -1,0% per quello estero).

Corretto per gli effetti di calendario (i giorni lavorativi sono stati 22 come a settembre 2014), il fatturato totale cala in termini tendenziali dello 0,9%, con una flessione dello 0,5% sul mercato interno e dell’1,4% su quello estero.

Gli indici destagionalizzati del fatturato segnano incrementi congiunturali per i beni intermedi (+1,0%), e per i beni di consumo (+0,2%), mentre registrano flessioni i beni strumentali (-1,5%) e l’energia (-1,3%).

L’indice grezzo del fatturato cala, in termini tendenziali, dello 0,8%: il contributo più ampio a tale flessione viene dalla componente interna dell’energia.

Per il fatturato del comparto manifatturiero l’incremento tendenziale più rilevante si registra nella fabbricazione di mezzi di trasporto (+18,4%), mentre la maggiore diminuzione riguarda la fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (-17,9%).

Per gli ordinativi totali, si registra una diminuzione congiunturale del 2,0%, con flessioni dell’1,0% degli ordinativi interni e del 3,2% di quelli esteri.

Nel confronto con il mese di settembre 2014, l’indice grezzo degli ordinativi segna un calo dello 0,8%. L’incremento più rilevante si registra nella fabbricazione di mezzi di trasporto (+26,4%), mentre la flessione maggiore si osserva nella metallurgia e fabbricazione di prodotti in metallo (-7,9%).

E ora, via http://www.rischiocalcolato.it, date un’occhiata qui:

I nostri grafici con i dati forniti dall’Istat.


e via http://www.finanzainchiaro.it

Economia: ancora notizie negative, export in calo

La nostra economia, fino a poco tempo fa, era trainata quasi esclusivamente dall’export, da un po’ di tempo, però, anche questa voce pare sia entrata in crisi.

L’Istat infatti ha comunicato i dati relativi al commercio Extra Ue, le nostre esportazioni fuori dall’Unione sono risultate in calo dell’1,7% in termini mensili destagionalizzati e del 4,5% su base annua.

Si tratta del terzo calo mensile consecutivo ed è il peggior risultato dal novembre del 2013!!!

Tutto ciò avrà ripercussioni sul Pil?

Certo!

Sarà certamente più difficile centrare l’obiettivo di crescita (+0,9%) recentemente comunicato dal Ministro dell’Economia Piercarlo Padoan. E la cosa non è di poco conto, ogni decimale di Pil vale circa 2 miliardi di euro e la tenuta dei nostri conti pubblici, sempre sul filo del rasoio, potrebbe venir messa in discussione.

Insomma gli slogan del tipo “l’Italia è ripartita” sembrano sempre più fuori luogo, anzi, suonano proprio come delle burle

Questi risultati strabilianti, da vera locomotiva d’Europa, sono stati conseguiti con TUTTI I FATTORI ESOGENI POSITIVI: euro debole, qe, eventi tipo Expo, sforamento dei parametri Ue(rinvii clausole salvaguardia), petrolio a prezzo di saldo, tassi a zero, attacchi terroristici….

Da qui capite bene perchè i cialtroni al governo tentino in tutti i modi di rilanciare un minimo di consumo interno, magari anche attraverso politiche alla Achille Lauro, con evidenti implicazioni e ricadute elettorali….

produzione industriaaee

 

E per questo capirete come la mia tesi su un possibile voto anticipato prenda sempre più corpo.

Renzi e la sua banda di incompetenti hanno fallito sotto ogni punto di vista:

– non hanno rilanciato l’economia del paese

– non hanno rilanciato moralmente l’Italia (anzi, sempre più allo sbando tra corruzione e ruberie di ogni tipo…)

– non hanno “rottamato” nulla (vedi De Luca, Chiamparino, Fassino, Alfano, Verdini, etc e i continui trasformismi-gattopardismi in Parlamento…)

Lo hanno messo lì, il cazzaro e questo lo sappiamo.

E il ducetto si è gonfiato…

Ora, dopo aver occupato ogni posto di potere, decide direttamente chi mettere a capo dei giornali (d’intesa con chi prima criticava e poi…chissà per quale ragione….ha aiutato…)

E l’italiota ci ricascherà nuovamente, come fu per gli 80 euro, anche grazie ad un sistema mediatico da terzo mondo (non a caso siamo in fondo a tutte le classifiche per libertà di stampa)

Ce lo terremo fino a quando coloro che lo hanno piazzato lì non ce lo leveranno dai coglioni o se riuscirà nell’impresa di fare peggio di così.

Considerando la sua pochezza e la mediocrità della classe politica che lo accompagna in questa avventura, non è una ipotesi da scartare.

Posted in: #NuovaResistenza