Sala ammette:il buco di Expo c’è

Posted on gennaio 26, 2016 di


Leggetevi questi due articoli.Cose che vi ho detto da molto tempo.
NELLA MANI DI QUESTO AFFARISTA, BUGIARDO,VOLTAGABBANA E, FORSE, CORROTTO, VERRA’ MESSA LA CITTA’ DI MILANO.

#sapevatelo

La verità gli scappa durante una delle risposte: “La perdita deriva da meccanismi molto complessi”. Perdita? Giuseppe Salacontinua a parlare di chiusura in positivo dell’operazione, nella burrascosa seduta di ieri delle commissioni del Comune di Milano, ma poi arriva il lapsus. Per il resto, le domande dei consiglieri spiegano molto più delle risposte del commissario-candidato sindaco. La trincea in cui s’attesta è quella del patrimonio netto, positivo per 14,2 milioni. Ma il consigliere Basilio Rizzo(presidente del Consiglio comunale) gli ricorda che la Corte dei conti nel 2013 prevedeva che fosse di 135 milioni, “e ora festeggiamo per 14,2?”. Rincara la dose Manfredi Palmeri (Terzo Polo): “Il patrimonio era di 48 milioni nel 2014, ora è di 14,2: dunque c’è stata una perdita di 33,8 milioni, altro che risultato positivo”.

La verità è che le cifre rese pubbliche da Sala sono poche e si lasciano tirare in ogni direzione. Roberto Biscardini (Socialisti) ricorda che i soldi pubblici messi nell’operazione Expo sono, negli anni, 1,2 miliardi di euro. Diventano almeno 2 miliardi con le spese di gestione. Le entrate 2015, l’unico anno con entrate rilevanti, sono 736,1 milioni. Ecco dunque i veri contorni economici dell’evento. Poi ci sono le tecnicalità del bilancio. Ma anche su queste, la nebbia è tutt’altro che diradata. Sala ribadisce che “i ricavi” 2015 sono 736,1 milioni (373,7 da biglietti, 223,9 da sponsorizzazioni, 138,5 da altre voci). Ma sono, appunto, “ricavi”, non incassi: 19,9 milioni di biglietti non sono ancora incassati; le sponsorizzazioni hanno portato in cassa solo 45,2 milioni, il resto è offerto “in beni e servizi”; dai ricavi di sponsorizzazioni e altre voci mancano all’appello 51,4 milioni, ancora da incassare. Se si aggiungono le partite ancora sospese (extracosti, contenziosi, bonifiche…) il risultato finale è una perdita d’esercizio di almeno200 milioni, invece dei +14,9 milioni esibiti da Sala.

A questo si deve aggiungere un’ulteriore constatazione: il commissario mette a bilancio 86,4 milioni che dovranno arrivare da Arexpo (che possiede le aree) per infrastrutturazione, espropri, bonifiche. Ma Arexpo, se mai pagherà, lo farà sempre con soldi pubblici (cioè nostri), visto che soci determinanti sia di Expo sia di Arexpo sono Comune di Milano e Regione Lombardia. “Quanto, allora”, chiede non senza ironia Mirko Mazzali (Sel), “alla fin della fiera, dovrà pagare il Comune, quando sarà sindacoFrancesca Balzani?”. Sala risponde criptico: “Non ritengo, dopodiché vedremo”. Altre domande restano sospese. Quanti crediti sono verso aziende straniere, più difficili da recuperare?Quanto porta a casa Eataly di Oscar Farinetti (29 milioni) e quanto ha dato a Expo (il 5%)? Manfredi Palmeri confronta le cifre spese in pubblicità (185 milioni) con i ricavi in sponsorizzazioni per concludere che ogni 2 euro ricavati, 1 euro è stato speso inpubblicità.
Mattia Calise (Movimento 5 Stelle) chiede chi (e con che criteri) ha stimato la partita molto discrezionale dei servizi offerti dagli sponsor a fronte dei diritti di visibilità (Value in kind), per un totale di 178,7 milioni.

Altre domande sono ancor più imbarazzanti. Marco Cappato(Radicali) ricorda che Sala ha fatto un libro per l’editore Skira, che ha lavorato per Expo. Riccardo De Corato (Fratelli d’Italia) chiede quanti appalti sono stati messi a gara e quanti dati a trattativa privata; quanti sono stati frazionati sotto i 40mila euro per non metterli a gara; quanti sono stati i subappalti; quante pratiche sono state contestate dall’Anac di Raffaele Cantone. “Sono 138″, risponde Sala. “Ma Cantone sapeva tutto, perché l’Anac ha seguito tutto” (per la serie: avevamo il parafulmine). Ci sono stati altri casi De Lucchi? “No”. Però offre intanto le cifre degli “appalti grigi”, quelli di cui Sala si lava le mani perché triangolate (come il mezzo milione all’architetto Michele De Lucchi “dimenticato” da Sala) con altri enti: Fiera Milano (45 milioni), Regione Lombardia (37), Comune (70), Triennale (19), Esercito(17) e Italferr: oltre 120 milioni di appalti “a sua insaputa”.

Da Il Fatto Quotidiano del 26 gennaio 2016

Expo, Sala: “L’utile 2015 coprirà le perdite degli anni precedenti”. Ma mancano all’appello 110 milioni

L’amministratore delegato della società e candidato alle primarie milanesi si trincera ancora dietro il dato sul patrimonio. Ma stando alle sue promesse i ricavi dello scorso anno avrebbero dovuto compensare investimenti e costi sostenuti in quelli precedenti, che hanno determinato tra 2008 e fine 2014 un rosso di 78 milioni. Le cose non sono andate così

Il 2015 “si chiuderà con un significativo utile, in grado di coprire leperdite cumulate degli anni precedenti e di portare al pareggio gestionale”. La firma è di Giuseppe Sala, in calce alla relazione sulbilancio 2014 di Expo. Ma da allora mancano all’appello più di110 milioni di euro. E oggi l’amministratore delegato della società e candidato alle primarie milanesi del centrosinistra fa di tutto per nascondere che quel “significativo utile” non c’è stato. E che, anzi, il bilancio 2015 ha addirittura chiuso in perdita. Sala continua a insistere: “Lascio conti positivi. Lo dimostra unpatrimonio netto di 14,2 milioni di euro”. Ma i numeri sono numeri: il patrimonio netto nel 2015 è diminuito di 32,6 milioni di euro, passando dai 46,8 milioni del 2014 ai 14,2 sbandierati ora.

L’ultima riga del bilancio, benché mister Expo non lo voglia ammettere, ha dunque registrato un rosso pari ad almeno 32,6 milioni. Rosso che Sala ha più volte negato, arrivando a sostenere davanti alle telecamere de ilfattoquotidiano.it che il bilancio 2015 ha chiuso in utile. Una bugia bella e buona. Tanto più che la perdita potrebbe superare i 32,6 milioni, dal momento che a tale somma vanno aggiunti eventuali versamenti dei soci (governo, comune di Milano, provincia, regione Lombardia e Camera di commercio), iscritti in una riserva per contributi in conto capitale. Expo non ha comunicato l’entità di tali versamenti per il 2015, ma va considerato che negli anni precedenti sono arrivati a ben 114,7 milioni di euro.

Secondo le promesse del Sala versione 2014, i ricavi registrati nel 2015, grazie alla vendita di biglietti, agli sponsor e alle percentuali sulle attività commerciali e di ristorazioneall’interno del sito, avrebbero dovuto compensare gli investimentie i costi sostenuti negli anni precedenti, che hanno portato tra il 2008 e la fine del 2014 a perdite complessive per 78,1 milioni. Nel corso degli anni tali perdite sono state controbilanciate dai versamenti dei soci messi a riserva, in modo da mantenere il patrimonio netto sempre positivo. La relazione del cda però non fa riferimento a queste riserve, ma dice in modo chiaro che a compensare le perdite sarà “un significativo utile” nel 2015. Utile che però, come detto, non c’è stato. Rispetto a quanto Sala ha sottoscritto l’anno scorso nella relazione di bilancio, le cose sono andate peggio di almeno 110 milioni, numero a cui si arriva sommando le perdite accumulate fino al 2014 con la diminuzione di patrimonio netto, ovvero perdita, registrata nel 2015.Ilfattoquotidiano.it ha chiesto chiarimenti su questo punto nel corso di un colloquio con lo stesso Sala, che si è riservato di rispondere nei prossimi giorni.

In attesa che arrivino le sue risposte, il reale significato di patrimonio netto ha provato a spiegarlo a Sala il consigliere comunale Manfredi Palmeri (Polo dei milanesi), nel corso dell’audizione dell’aspirante sindaco in commissione a Palazzo Marino. Il dato rappresenta le risorse di proprietà della società, così come un’abitazione costituisce il patrimonio di una famiglia, per usare l’analogia di Palmeri: “Ma se qualche anno fa questa famiglia aveva cinque case, e alle fine delle attività svolte gliene è rimasta solo una sola – fa notare il consigliere – la famiglia non può essere contenta di come sono andate le cose”. E alla fine dell’esposizione, continuando l’analogia, Expo si trova meno case di quante ne avesse un tempo, visto che il patrimonio netto è diminuito. Ma c’è un altro documento che dimostra l’esistenza di un buco da oltre 100 milioni di euro rispetto alle previsioni.

Come ha fatto notare in commissione il presidente del consiglioBasilio Rizzo, nella relazione sull’esercizio 2013 di Expo (datata dicembre 2014), la Corte dei conti cita il piano industriale di Expo (documento mai reso disponibile nella sezione trasparenzadel sito della società) e scrive: “Il patrimonio netto alla fine dell’evento sarà pari a circa 135 milioni di euro”. Quindi oltre 120 milioni in più rispetto al valore di patrimonio netto di cui Sala si fa vanto oggi. Del resto manca proprio quel “significativo utile” promesso un anno fa. Che fine hanno fatto questi soldi? In comune Sala si è difeso sostenendo che alla differenza contribuiscono i 60 milioni di euro dovuti dalla Camera di commercio, ma mai arrivati. Ha però omesso di dire una cosa: Expo avrà ricevuto dalla Camera di commercio meno soldi del previsto, ma nel 2015 ha ancheincassato somme inattese. Come i 20 milioni stanziati a novembre dal governo con il decreto ‘happy days’ “per il concorso agli oneri di sicurezza sostenuti dalla società”.

@gigi_gno

Posted in: #NuovaResistenza