La bomba che farebbe saltare (definitivamente) l’Italia

Posted on febbraio 5, 2016 di


PREMESSA: il post che segue è forse "volgare", ma mi sono rotti i cabasisi.

Continuate a discutere del nulla..(N-U-L-L-A)I cittadini che si scontrano sui figli della Meloni o sul Napoli vs la Juve…
I politici sulle ruberie (cosa deprecabilissima) o il ddl Cirinnà..
I giornali che ci fanno sapere tutto su tragici eventi quali quelli che hanno colpito i poveri Giulio Regeni o Lucia Annibali…

Ma puttana di una eva strafottuta mignotta (!!), nessuno dice nulla di nulla sulle 2 notizie più importanti (con strettissimi ed autoevidenti nessi) di questi giorni??

1) 35 miliardi persi in un mese di borsa
2) Cosa vorrebbe fare Schauble

Io davvero non so SE VI RENDETE CONTO..
Sta precipitando tutto, lo capite?
Siamo sieduti su una polveriera.

Se passa il piano tedesco, potete dire addio a ciò che rimane di questo paese fallito.

L’altro giorno vedevo Cirinnà piangere in Parlamento..ma vaffanculo, vai, cogliona!
gente che mi rompeva il cazzo su twitter con queste stronzate (perchè, vedete, si tratta di STRONZATE, S-T-R-O-N-Z-A-T-E)
E non mi venite a rompere i coglioni tacciandomi di benaltrismo.
Magari domani di omofobia, quando, ho sempre detto chiaramente come la penso.

Quando la casa brucia, che cazzo fai?
Salvi tua moglie e i tuoi figli, o pensi alla smartphone o alle forbicine con le quali ti tagli le unghie dei piedi?

No, ragazzi..io veramente ci rinuncio.

Perciò, ve lo sottolineo nuovamente: non venite su twitter a scrivermi dei diritti dei gay o di altre stronzate simili, perchè mi fate davvero incazzare e perchè vi considererei degli idioti.

E ora, se avete 3 minuti, leggete qui:

La crisi greca dell’estate scorsa non è passata senza conseguenze per il futuro dell’euro, ma soprattutto di Paesi con i segni particolari dell’Italia: alto debito pubblico, dipendenza quasi totale dalle banche, investimenti enorme di queste ultime proprio nei titoli di debito dello Stato.

L’inchiostro di Alexis Tsipras sulla sua resa a Bruxelles nel luglio scorso era ancora fresco, quando a Berlino si è riunito il Consiglio degli esperti economici. Volevano avanzare delle idee una vicenda del genere perché non si ripetesse mai più. In due settimane questo gruppo di cinque persone ha approvato un «rapporto speciale» di 53 pagine, con quattro voti a favore e uno contrario. In Italia non se n’è accorto nessuno. Pochi hanno prestato attenzione anche dodici giorni fa, quando Wolfgang Schäuble ha dato il suo appoggio a quel piano. Per il ministro delle Finanze tedesco non era necessario farlo, perché sta già facendo viaggiare molte di quelle proposte negli ingranaggi decisionali dell’area euro. Non importa se nel Paese che ne sentirebbe di più l’impatto — l’Italia — non se ne parla e il mondo politico fatica persino a capire di cosa si tratta. Non è una novità: era già distratto due anni fa quando approvò la direttiva europea sui salvataggi bancari che oggi, ormai in vigore, riscuote le proteste di tutti i partiti.

La proposta fatta propria da Schäuble estende gli stessi principi dalle banche agli Stati e al rapporto fra le prime e i secondi: in caso di crisi, prima di consentire qualunque salvataggio, pagano i creditori. Non devono più potersi aprire reti di sicurezza per i titoli di Stato senza il sacrificio dei risparmiatori e degli investitori, dunque le banche esposte sul debito pubblico del loro Paese sono tenute a regolarsi di conseguenza. Secondo Berlino occorre esporre governi alla piena disciplina del mercato, dato che quella del fiscal compact di fatto ha fallito.

Si legge nel rapporto dei saggi: «È necessaria un’applicazione coerente delle regole di insolvenza per gli Stati, in modo da ridurre i livelli di debito e rendere credibile la clausola che esclude i salvataggi» (inclusa nel trattato di Maastricht, ndr). È il corrispettivo per gli Stati delle norme già in vigore per le banche: sospensione del versamento di interessi e del rimborso dei titoli se un Paese chiede un salvataggio europeo. Ne consegue la richiesta tedesca sugli istituti di credito: «Va posta fine al privilegio concesso ai titoli pubblici nella regolazione bancaria», si legge nel rapporto.

Si tratta della parte del piano che più rapidamente sta facendo strada a Bruxelles. Il mese prossimo e in giugno due gruppi di lavoro dell’area euro presenteranno rapporti che precisano e declinano il progetto. Per le banche italiane, e il finanziamento del debito pubblico di Roma, l’impatto sarebbe profondo. Sul tavolo c’è l’ipotesi che gli investimenti fatti in titoli di Stato inizino a erodere il capitale delle banche non appena la loro esposizione in debito pubblico del loro Paese supera il 25% del patrimonio. In sostanza, visti gli oltre 400 miliardi di titoli del Tesoro di Roma detenuti, le banche italiane dovrebbero accantonare denaro contro eventuali perdite per circa il 70% del loro portafoglio di titoli di Stato. In alternativa, dovrebbero vendere buoni italiani e magari comprarne di più solidi, per esempio i tedeschi. La svolta sarebbe graduale, ma il mercato non può che anticiparne gli effetti con una stretta al credito.

Per l’economista Peter Bofinger, tutto questo significa sottrarre alle banche dell’Europa del Sud il pilastro sul quale si fonda qualunque istituto al mondo: dei titoli sicuri in bilancio, che non possono fallire. «Può essere dinamite per l’area euro», dice Bofinger. Ma l’unico esponente degli esperti tedeschi a votare contro il piano è stato proprio lui.

fonte: http://www.corriere.it/economia/16_febbraio_05/schauble-raddoppia-posta-ora-stretta-titoli-stato-cd089b5c-cb8e-11e5-9200-b61ee59246a7.shtml

Posted in: #NuovaResistenza