Il vertice interrotto

Posted on febbraio 9, 2016 di


Italia-Egitto tra interessi economici e diritti umani

Poche ore prima che venisse diffusa la notizia della tragica morte di Giulio Regeni, il presidente egiziano Abdel Fatah al Sisi aveva invitato il governo italiano ad investire nel paese, sottolineando che «l’Egitto ha bisogno di almeno 10 miliardi di dollari di risorse per bilanciare la crisi economica in corso». Scrive Fiorenza Sarzanini sul Corriere della Sera: «La sensazione degli investigatori italiani è che le disposizioni iniziali dei servizi di sicurezza locali prevedessero di non fornire alcun elemento concreto sulla sua morte. E che la consegna del cadavere sia stata decisa solo di fronte al rischio concreto che i rapporti tra i due Paesi venissero seriamente compromessi dopo la minaccia esplicita dell’ambasciatore Maurizio Massari — concordata con Roma — di una interruzione delle relazioni commerciali e diplomatiche». La diplomazia egiziana conferma, augurandosi che «questo evento criminale non pregiudichi i rapporti con l’Italia».

Probabilmente anche Regeni sarebbe finito nella lista degli scomparsi, come inghiottito da un buco nero, assieme agli altri 340 desaparecidos egiziani, non fosse che l’Italia è primo partner commerciale dell’Egitto in Europa e il terzo a livello mondiale, dopo Cina e Stati Uniti. Così in questa brutta storia dalle forti implicazioni politiche, le connessioni economiche diventano predominanti, l’arma più affilata a disposizione del governo italiano per ottenere una verità che non sia di comodo. Qualora ce ne fosse ancora bisogno, troviamo in questa vicenda l’ennesima riprova del fatto che gli interessi economici spesso prevalgono sulla politica, sul rispetto dei diritti umani, sui rapporti diplomatici tra Stati o semplicemente sul buon senso. Per assurdo in questo caso potrebbe essere un bene che le ragioni del mercato si impongano con forza su tutte le altre. Una fortuna che la fragile economia egiziana non possa permettersi strappi con i suoi principali partner internazionali. Ma perché la morte di Regeni non sia stata vana, occorrerebbe fare in modo di esercitare queste stesse pressioni anche in difesa delle altre vittime della repressione di Stato. In Egitto come altrove.

fonte: http://www.idiavoli.com/

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