La lezione di Trump (e dei “non protetti”)

Posted on marzo 2, 2016 di


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Ho seguito poco il super Tuesday.

Semplicemente sapevo chi avrebbe vinto: TRUMP.
L’ho capito da tempo, leggendo i commenti negli Usa e in Europa.
Mi sembra di rivivere il 2012-2013 con Grillo.
“Ma dove vuoi che vada!! -“fenomeno che si sgonfierà” – “al momento giusto, vedrai..”  etc, etc
Commenti che derivano da giornalisti-intellettuali-analisti-politici che, appartenendo al sistema e alla categoria “protetti”, non possono comprendere la realtà  fino in fondo.
La scelta sarà tra Wall Street (Clinton) e Trump.
E dovrebbe vincere Hillary, come espressione dell’establishment  che strizza l’occhio ai penultimi della società.
Gli Usa spesso anticipano le cose: vedrete che anche in Europa appariranno personaggi alla “Trump”.
Da queste primarie e dalla future elezioni credo che anche noi, europei ed italiani, potremo trarre delle lezioni.
Obama, per quanto la narrazione (europea in primis) ne abbia tessuto le lodi, lascia un paese più povero ed insicuro.
E’ stato il peggior Presidente negli ultimi 60 anni.
Guardate questi grafici.
La povertà è aumentata.
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La crescita è stata la peggiore dal dopoguerra ad oggi.
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Il debito pubblico è letteralmente “scoppiato”
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In politica estera non ne ha azzeccata una.
Perchè, dunque, ci si stupisce del successo di Trump?
C’è una America profonda, incazzata, impoverita, impaurita.
Eppure, nessuno ha dato credito a Donald in questi mesi.
E’ stato sottovalutato, deriso, snobbato.
In realtà, questo succede quando non si comprende o si deforma la realtà.
La stessa cosa potrebbe accadere in Italia.
Quando tra 1-2-3-4 anni le persone si accorgeranno che sono sempre più povere, disoccupate, senza futuro e che l’Italia non è affatto ripartita..che le promesse non sono state mantenute..come reagiranno?
Perchè la nostra visione provinciale o da intellettuali del nulla si è limitata a descrivere Trump solo come “razzista..buffone..etc, etc” ?
Perchè non si è voluto vedere la realtà.
Trump ha marciato come un treno, contro ogni pronostico, attaccando tutto e tutti.
Neppure la polemica col Papa lo ha fermato.
Fin dal primo giorno, a dire il vero, quello dell’annuncio della candidatura alla Casa Bianca, con le forti e difficilmente dimenticabili affermazioni contro gli immigrati clandestini provenienti dal confine meridionale degli USA: “Quando il Messico manda le sue persone, non manda i migliori. Mandano persone che hanno avuto un sacco di problemi, e stanno portando questi problemi con loro. Portano droga. Portano crimine. Sono stupratori. E alcuni di loro, presumo, sono brave persone” (dal suo primo speech, 16 giugno, nella Trump Tower di Manhattan). Dopo frasi del genere, la sua campagna è finita: lo hanno pensato in molti. Anzi, lo abbiamo pensato tutti. Invece no. E da quel momento in avanti, lo stesso copione si è ripetuto innumerevoli volte: quando Trump ha deriso il senatore ed ex aspirante presidente John McCain, eroe di guerra del Vietnam. Quando ha attaccato la giornalista di FOX News Megyn Kelly. Quando ha offeso la candidata repubblicana Carly Fiorina. Quando ha ipotizzato il boicottaggio di Starbucks e di Apple. Quando ha proposto di proibire l’ingresso negli Stati Uniti ai musulmani. Quando ha insultato Fox News, New York Times, Washington Post e chissà quanti altri organi di informazione. Sulla sua strada si è posto persino il Pontefice: ha ingaggiato un duello a distanza con Papa Francesco. Nemmeno quello lo ha fermato o rallentato.
Leggo di improbabili paragoni con Berlusconi (con Renzi no, eh?), frutto della stampa italiota che ci ritroviamo.
Forse solo una cosa accomuna davvero il Berlu e Donaldone -:)
In Italia è stato fatta la stessa cosa nel 2012-2013 con il M5s.
Senza Napolitano ed i media il movimento di Grillo sarebbe già al governo.
In Francia hanno per anni sottovalutato Marine Le Pen ed oggi, solo attraverso l’unione di socialisti e conservatori, grazie ad una legge elettorale assai discutibile, riusciranno, forse, ad impedirne la vittoria.
Analoghi casi si possono riscontrare in Austria, Olanda, Spagna.
Movimenti “ANTI”, siano essi di “destra o sinistra” raccolgono sempre più consenso.
La questione, signori, è molto semplice.
Le risorse da distribuire stanno venendo meno.
E questo fa sì che la “classe dirigente” abbia sempre meno strumenti per cooptare e “tenera buona” il ceto medio (sempre meno “medio”)
Non è un caso che la Clinton sia appoggiata in massa dagli “afro-americani” (e da Wall Street).
Peraltro, giova ricordarlo, il cattivo-misogino-razzista Trump sostenne (e finanziò) in passato la “democratica” Clinton.
Le elites al governo salderanno sempre più il vertice della piramide con la base, relegando il ceto medio a ruolo di comprimario.
E’ quello che sta accadendo anche in Europa.
A votare Pd, per esempio, ci sono i “tutelati” (vedi voto massiccio tra gli over 50), le elites (grandi imprese, giornalisti,corporazioni, etc) e le minoranze-poveri.
La stessa cosa accade in altri paesi.
Spesso, a votare Trump, Podemos, M5s sono prevalentemente l’ex ceto medio che non si sente più “tutelato”, che ha visto i propri salari diminuire, che non si vede mai al centro di alcuna politica.
Prendete il caso del ddl Cirinnà e delle polemiche seguite all’annuncio di mamma Vendola -:)
Chi ha appoggiato e chi ha contestato queste cose?
Da una parte le elites culturali-economiche+le minoranze, dall’altra, una massa di cittadini del ceto medio.
Questo schema si riproporrà sempre più spesso, al di là di superati schemi “destra-sinistra”
Mi fa sorridere chi si rifugia nella tranquillizzante idea che i vari elettori di Trump, Grillo, Le Pen, Wilders siano dei razzisti, qualunquisti, sfascisti.
Queste stesse persone, fino a pochi anni fa, votavano altro.
In Francia il Fn è il partito più votato.
In Austria l’ Fpoe è in testa.
In Olanda il Pvv anche.
In Grecia ha vinto Syriza ma, allo stesso modo, poteva vincere una formazione di destra estrema.
La questione è e sarà sempre più tra “tutelati” e “non tutelati”.
Certo, pretendere che giornalisti e intellettuali che abitano in centro a Roma, fanno joga al mattino e l’aperitivo alla sera possano comprendere l’ansia delle masse che si svegliano imbruttite di buon mattino e che vanno farsi il culo per 800 euro, magari su treni in ritardo pieni zeppi, è difficile.
La vecchia classe media piano piano si sta allontanando dalle istituzioni.
Non ci crede più.
La classe dirigente ha un grosso problema: anzitutto non riesce più ad interpretare i bisogni di questa parte dell’elettorato.
Inoltre, ha a disposizione sempre meno risorse da distribuire per “comprare il consenso” necessario.
Per questo le elites stiano cercando di allargare la massa di elettori verso il basso.
Prendete il tema dell’immigrazione.
Da una parte i “protetti”, le elites, gli ideologizzati: per loro, l’immigrazione è solo una risorsa.
Essi vivono, spesso, in contesti economici o quartieri, dove, peraltro, di immigrati non vedono traccia.
Magari hanno una colf immigrata o una impresa dove lavorano immigrati (spesso sotto-pagati)
Dall’altra, una parte dell’ex ceto medio che, a torto o a ragione, pensano di “pagare il prezzo” di questa ondata con salari sempre più bassi, città più insicure, etc, etc
Costoro, con gli immigrati, ci dividono il parchetto sotto casa (anzi, non ci vannp più perchè ormai presi in ostaggio dagli immigrati), i mezzi pubblici..concorrono per avere un posto di lavoro, le case pubbliche…
Magari non dormono per gli schiamazzi dei giovani delle baby gang sudamericane.
Per ora questo “ex ceto medio” si è rifugiato talvolta nel non-voto..nell’attesa di miglioramenti..in proteste vaghe e disarticolate…sui social media..
Insomma, non si è ancora del tutto spezzato quel vincolo sociale che ti fa ancora sentire “parte di altro”, quella solidarietà con gli altri, quell’essere “sulla stessa barca”.
Ma, lentamente, in molti cominciano a pensare che “non devono più nulla a nessuno”, alle istituzioni che sempre più sono lontane, alle elites politico-economico-culturale che non parlano più a loro.
Guardate la polemica scaturita su Vendola.
Al di là della questione (sapete come la penso), la protesta sale ancora più forte da quell’ex ceto medio che si sente “preso in giro”, non più “tutelato”, sotto-rappresentato.
La domanda, assai banale, che uno di questo ex ceto medio si pone è: ma porco Giuda, io mi sbatto da mane a sera, faccio sacrifici e non arrivo quasi alla fine del mese e questi di che cazzo stanno parlano? Di madri surrogate? di “unioni civili” ? Di utero in affitto?
Quando alcune mamme-nonne riceveranno un assegno di reversibilità inferiore a quello attuale e magari verrà detto loro il motivo, come credete che reagiranno?
Ecco, allora che, quando sulla scena politica arriva un Trump, in molti si lasciano andare e “fanno il salto”.
Questi “non protetti” per ora sono dormienti.
Ma basta poco per risvegliarsi, incazzati neri e pronti ad appoggiare il politico anti-sistema, irriverente, volgare.
Non c’è più nulla che possa fermarli, perchè è venuto meno il vincolo economico-culturale-sociale che li legava alle Istituzioni e alle elites.
Non hanno più nulla da perdere.
Si sono incattiviti nel corso del tempo.
Non ammettono più “compromessi”.
Francamente, in queste settimane mi sono stupito dello stupore di chi commentava il “fenomeno Trump”.
Allo stesso modo, nel 2012 commentavo l’ascesa di Grillo (e ne pronosticai il successo) e la sua “tenuta” nel corso degli anni (a dispetto di chi lo vedeva solo come fenomeno di passaggio e destinato a sgonfiarsi)
Una volta, i vecchi partiti di massa, sapevano tenere un legame con questo ceto medio.
Lo rappresentavano.
La distanza tra “tutelati” e “non tutelati” non era così grossa.
E c’era la promessa (ragionevole e credibile) che il “non tutelato”, un giorno, sarebbe potuto diventare “tutelato”.
Il vertice aveva rapporti con la base, con gli altri.
Le differenze non erano abissali (un mega dirigente guadagnava massimo 20-25 volte lo stipendio del suo collaboratore, non 10.000 volte)
Oggi, tutto questo non c’è più.
Oggi, quell’ ex ceto medio non si sente più vincolato come una volta.
Le promesse non sono più verosimili.
In quanti hanno “smesso di credere” ad un proprio possibile miglioramento economico?
Se la situazione economica dovesse peggiorare, in molti avranno sempre meno da perdere.
Quando questo avverrà, dal “non voto” e dalla pigrizia di cercare un’alternativa, si risveglieranno.
Probabilmente, quando “salterà il tappo”, cercheranno scorciatoie.
Alzeranno la voce.
Nella storia, spesso, questo ha generato “mostri” (non Trump, Le Pen o Grillo).
Ma la responsabilità sarà delle attuali classi dirigenti.
Continuare a dire che “va tutto bene” (quando non è così) puo’ funzionare settimane, mesi, anni.
Non per sempre.
Vero Renzi?
ps: non credo possa vincere con Hillary. Si è inimicato circa 65 ml di ispanici..neri..gay..ma potrebbe “perdere bene” e gettare le basi per la prossima campagna elettorale.
ps2: che first lady sarebbe, ragazzi!

Viviamo in un momento divertente. Coloro che fanno politica per vivere, alcuni dei quali facendo una vita piuttosto brillante, stanno lottando per comprendere il punto centrale delle primarie repubblicane, mentre le persone normali hanno già compreso quello che è accaduto e sta accadendo.

I giornalisti e politicanti si affannano a condividere il modo in cui Marco Rubio vincerà senza aver vinto in nessuno stato, o come Ted Cruz tornerà a ruggire di nuovo, o come Kasich debba finire secondo in Ohio. Ma nella mia esperienza, se chiediamo a qualsiasi persona non politica che incontriamo per strada chi vincerà, non solo sa la risposta, ma ci guarda come se lo stessimo prendendo in giro: Trump, dicono.

Conversando di recente con un amico calzolaio in un negozio sulla Lexington Avenue, a un certo punto mi ha chiesto come sarebbe andata a finire. Ho dribblato la domanda, chiedendo a lui chi avrebbe vinto. “Troomp!” è stata la risposta di un uomo per bene, educato, un anziano della vecchia scuola italoamericana, accompagnata da uno sguardo del tipo: ma non dovresti saperle tu queste cose?

In America ora solo le persone normali sono in grado di vedere l’ovvio.

Lo scorso ottobre ho scritto delle cinque fasi di Trump, sulla base delle fasi Kübler-Ross del dolore: negazione, rabbia, contrattazione, depressione e accettazione. La maggior parte dei professionisti che conosco sono bloccati tra la fase quattro e cinque.

Ma perché Donald Trump è il candidato repubblicano più probabile? Ci sono molte risposte e ragioni, ma i miei pensieri continuano a ruotare attorno all’idea di protezione. Si tratta di un tema molto preoccupante nel corso degli ultimi anni, ma che ora sta crescendo come dinamica politica generale in tutto l’Occidente.

Ci sono i tutelati e i non tutelati. I primi esprimono le politiche pubbliche. I non protetti vivono nelle politiche create dai tutelati. I non protetti stanno ora iniziando a spingere da dietro, con forza.

I tutelati sono le persone realizzate, sicure, di successo, quelli che hanno il potere o l’accesso a esso. Sono protetti da gran parte delle asperità del mondo. Più precisamente, sono protetti dal mondo che hanno creato. Vorrei definirli l’élite, gettando il dado della retorica, ma per ora preferisco chiamarli i tutelati.

Sono figure di governo, della politica e dei media. Vivono in bei quartieri sicuri. Le loro famiglie funzionano, i figli vanno in buone scuole, hanno un po’ di soldi da parte. Tutte queste cose tendono ad isolarli, o fornire loro dei cuscinetti di protezione. Se sono importanti funzionari di governo o del Congresso a Washington o protagonisti della Comunità europea a Bruxelles, sono anche protetti fisicamente.

E in quanti protetti, si sentono di poter fare praticamente qualsiasi cosa, imporre qualsiasi realtà. Sono isolati da molti degli effetti delle loro stesse decisioni.

Il problema dell’immigrazione fa ballare sia gli Usa sia l’Europa. E’ il tema del momento, reale e concreto, ma anche simbolico: si distingue infatti per l’enorme distanza creata tra i governi e i loro cittadini.

Ed è naturalmente il tema su cui si è buttato Donald Trump.

La Gran Bretagna rischia probabilmente di lasciare l’Unione europea per il tema dell’immigrazione: in verità è solo uno dei temi della Brexit, ma è il più rilevante, a causa della crisi dei rifugiati e del fallimento della classe protetta nell’affrontarla in modo realistico e offrendo sicurezza ai non protetti.

Se siete un americano non protetto, con risorse limitate e nessun accesso al potere, avete vissuto sulla vostra pelle gli ultimi 20 anni di immigrazione clandestina. Avete compreso che i democratici non vi proteggono e i repubblicani non vi aiuteranno. Entrambi si sono rifiutati di controllare i confini. I repubblicani avevano paura di essere chiamati illiberali, razzisti, di perdere una generazione di votanti. I democratici hanno preferito mantenere la questione in vita, come arma contro i repubblicani e per diventare proprietari del voto ispanico.

Molti americani hanno sofferto per l’immigrazione clandestina, il suo impatto sul mercato del lavoro, i costi finanziari, la criminalità, la sensazione che lo Stato di diritto stesse collassando. Ma i protetti se la sono cavata piuttosto bene, potendo contare su molta più mano d’opera a salari inferiori. Nessun effetto dell’immigrazione clandestina ha rischiato di colpirli personalmente, finora. E’ stato una manna per loro. Ma i non protetti hanno capito, si sono resi conto che i tutelati non hanno preso a cuore i loro problemi, e ne hanno dedotto non stavano neanche cercando di proteggere il Paese.

Il non protetto è quindi giunto a concludere di non dovere nulla a queste istituzioni, (un’altra parola per definire i tutelati): niente, nessuna particolare fedeltà, nessuna vecchia solidarietà.

Trump proviene da questo mondo.

Allo stesso modo in Europa, i cittadini dei Paesi membri sono arrivati a considerare l’Ue come un racket, un’élite che opera in uno splendido isolamento, che pensa a se stessa guardando dall’alto in basso le persone.

In Germania l’incidente che ha portato l’opinione pubblica contro la politica liberale sui rifugiati voluta dal Cancelliere Angela Merkel è accaduto la notte di Capodanno in piazza a Colonia. Gruppetti di uomini, riconosciuti come migranti, hanno molestato giovani donne.

E’ stato definito uno scontro di culture, e lo era, ma del tutto prevedibile se qualsiasi governante si fosse preoccupato di affrontare il problema. Tra le vittime non c’erano certo i tutelati, non c’erano le figlie di funzionari della Comunità europea o membri del Bundenstag. Erano ragazze della classe media, della classe lavoratrice, non protette, che non avevano neppure denunciato immediatamente l’accaduto: evidentemente avevano compreso che nello schema generale delle cose, non erano nessuno.

Ciò che contraddistingue questo momento politico, in Europa e negli Stati Uniti, è la riscossa dei non protetti. E’ il crescendo di coloro che non devono nulla a chi dalla vita ha avuto molte benedizioni e che sembra credere di averle ottenute non perché fortunati ma perché sono migliori.

E’ una dinamica che si vede in molti campi. A Hollywood, dove si forma la nostra grezza cultura, sono attenti a proteggere i propri figli dagli effetti negativi della cultura stessa. Preferiscono non riformare la scuola pubblica perché hanno paura di andare contro il gruppo professionale più reazionario d’America, il sindacato degli insegnanti. Hanno lasciato che le scuole pubbliche affondassero. Tanto, i loro bambini vanno nelle migliori scuole private.

Questa è una caratteristica terribile della nostra epoca, l’essere governati da persone protette che non sembrano curarsi del fatto che molti dei loro concittadini non sono protetti.

Gli Stati Uniti non possono continuare così.

Nei governi guidati da persone sagge, le classi superiori sono attente alle realtà della vita delle persone normali, attente alle loro ansie. Questa era, più o meno, l’America di una volta. Non sembrava esserci tanta distanza tra l’élite e la base del paese.

Invece ora l’atteggiamento della classe dirigente è: cavatevela da soli. Seguite il programma, piccoli razzisti. I filosofi sociali sostengono da sempre che il sottoproletariato deve ri-moralizzarsi. Forse ora è la classe superiore che deve ri-moralizzarsi.

Ma non so se gli appartenenti alla casta dei protetti abbiano compreso quanto sia grave la situazione, e quale sia ora il loro ruolo.

fonti:
Posted in: #NuovaResistenza