CHI SIAMO

Il Contagio è uno spazio con poche immagini, ma molte parole; parole per descrivere e spiegare un Paese che ci è spesso impossibile vivere (quello che si dice un amore insostenibile).

Attraverso Il Contagio vogliamo trasferire pensieri e idee da una mente all’altra, masticarli, rielaborarli o, semplicemente, presentarli nella loro assoluta nudità, così come arrivano.

Abbiamo gli ultimi ricordi analogici e abbiamo conosciuto forse troppo presto il digitale, non siamo una generazione “di mezzo”, piuttosto ci sentiamo “in mezzo”. Non riusciamo a non sentirci coinvolti da quello che ci accade intorno, da quello che accade nel mondo, anche se la via più facile sarebbe accendere la TV o FB e far finta che vada tutto bene e che, in ogni caso, non è affare mio.

Forse non siamo i migliori professionisti e i più fini intellettuali, ma coltiviamo interessi e passioni. Ci interessa il nostro tempo, ci interessa la realtà a noi contemporanea. Vogliamo capire per poter cambiare, odiamo quelli che perpetuano status quo, privilegi (i dinosauri che ci precedono, i dinosauri che escludono), disprezziamo chi usa l’intelligenza solo per fregare gli altri e salvare se stesso.

Se guardiamo avanti, sappiamo che sarà durissima, in fondo l’abbiamo sempre saputo, ma la vita è una, quindi tanto vale provarci, non ascoltiamo i paparini che ci dicono “mi dispiace, è colpa nostra, ma tu tieniti lontano dalla stanza dei bottoni” e nemmeno le cassandre per cui “ogni tentativo è destinato al fallimento.”

La globalizzazione ci è capitata addosso e, forse, non è nemmeno stato un male. Potremmo essere la generazione capace di inventare nuove regole di convivenza, nuovi sistemi politici, economici e culturali, di progettare un futuro che non sia solo mio o tuo, ma di tutti, anche di chi verrà dopo di noi.

Non abbiamo paura del confronto e del conflitto, crediamo che le uniche buone idee siano quelle che nascono dal contagio.

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